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Martedì, 25 Gennaio 2022
Economia

Esercizi commerciali, Zammataro (Db) e Peci (Gc)“Condividiamo protesta di Mio Italia e Cna

"Occorre prorogare almeno di 1 anno - spiegano - la concessione di suolo pubblico per venire incontro alle difficoltà degli esercenti”

I consiglieri comunali catanesi Manfredi Zammataro di Diventerà Bellissima e Salvatore Peci di Grande Catania - rispettivamente il primo presidente della commissione Urbanistica e Gestione del territorio e il secondo della commissione Commercio - hanno incontrato i rappresentati delle associazioni Mio Italia e Cna che hanno protestato in via Etnea per evidenziare la loro difficile situazione a causa delle nuove restrizioni legate alla pandemia. Zammataro e Peci hanno accolto le argomentazioni delle sigle affermando che porteranno avanti la loro richiesta di modifica per quanto concerne il rilascio delle concessioni di suolo pubblico. Attualmente il rilascio avviene verificando la regolarità contributiva della Tari negli ultimi 5 anni.

“Esprimiamo vicinanza a tutto il commercio catanese - dicono Zammataro e Peci - che sta soffrendo la nuova ondata pandemica e le conseguenti restrizioni. Catania è una città che vive di commercio, di turismo, di ristorazione e di intrattenimento e il quadro che si è delineato in questi ultimi due anni a causa del coronavirus è drammatico. Ragion per cui la politica ha il dovere di ascoltare le imprese e di trovare soluzioni che evitino di far abbassare le saracinesche per sempre e di far perdere posti di lavoro”.

“In questa fase moltissimi titolari di bar, ristoranti, alberghi e altre strutture del settore si trovano con un’alta esposizione debitoria dopo i primi e pesanti lockdown. I prestiti chiesti agli istituti di credito debbono essere restituiti. Ci si aspettava che la fine dell’anno potesse essere un periodo di lavoro e di guadagni ma purtroppo ciò non è avvenuto. Il crollo di introiti che lamentano gli esercenti è di almeno il 60% a causa delle nuove restrizioni introdotte e del timore dei clienti per la nuova ondata pandemica. Le feste natalizie quindi sono state in tono minore: tantissimi i cenoni saltati, le cene aziendali oggetto di disdetta, i soggiorni negli alberghi e nei B&b saltati. A ciò si aggiunge il rincaro dei prezzi dell’energia (luce e gas) e delle materie prime di oltre il 40%. Un quadro a tinte fosche che rischia di mandare all’aria centinaia di imprese catanesi”.

“La politica cittadina può e deve dare segnali concreti. Per questa ragione mi farò portavoce delle istanze delle sigle in merito al suolo pubblico. Un decreto legislativo recepito, mesi fa, dal consiglio comunale ha legato il rilascio del suolo pubblico alla condizione della regolarità contributiva della Tari negli ultimi 5 anni. Un provvedimento che era stato preso in un quadro più sereno e “normale”: adesso la pandemia ha nuovamente sparigliato le carte e molte imprese che avevano iniziato la rateizzazione dei pagamenti non possono più pagare. Pagare le tasse è un dovere civico ma occorre considerare l’assoluta situazione emergenziale . Chiederemo quindi - concludono Zammataro e Peci- , di prevedere la proroga di almeno 1 anno– per il rilascio delle concessioni di suolo pubblico. Dobbiamo tutelare il lavoro delle imprese: se non si riesce a far fronte al pagamento delle spese vive e degli stipendi, come si possono pretendere altri sforzi in un periodo emergenziale?”.

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