Giarre: amministrazione e consiglio, atti concreti contro la mafia

Con riferimento all’adesione del Comune all’associazione dei Comuni che gestiscono i beni confiscati alla mafia, l’Ente ha dato la sua adesione ideale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

In relazione alla Manifestazione antimafia promossa spontaneamente da un gruppo di cittadini in programma per il 23 maggio in coincidenza con l’anniversario della strage di Capaci e ad alcune precise richieste da sottoporre al sindaco Teresa Sodano sulle iniziative da adottare per  fronteggiare il fenomeno mafioso, il capogruppo del MPA al Comune di Giarre avv. Gaetano Cavallaro rappresenta come l’Amministrazione Comunale sia stata sempre attenta ai problemi inerenti la lotta alla criminalità organizzata sul territorio e le misure di contrasto alla stessa.

È bene sottolineare come il nostro Ente (tra i pochi nella stessa Sicilia) sia dotato di un “regolamento per il sostegno alle imprese che hanno sporto denuncia nei confronti di atti di estorsione ed usura” ed abbia sottoscritto “il protocollo d’impegno per i Comuni a costituirsi parte civile nei procedimenti per mafia che coinvolgano le amministrazioni” (entrambe le tematiche sono state trattate dal Capogruppo Cavallaro la prima nella qualità di presidente la I commissione consiliare permanente su proposta del presidente del Consiglio comunale dott. Raffaele Musumeci delibera di C.C. n. 122 del 21/12/2009, la seconda direttamente in qualità di proponente la mozione votata in consiglio  delibera di C.C. n. 95 del 09/12/2010).

Inoltre con riferimento all’adesione del Comune all’associazione dei Comuni che gestiscono i beni confiscati alla mafia, l’Ente ha dato la sua adesione ideale, in quanto quella effettiva riguarda i soli comuni che abbiano sul proprio territorio beni confiscati alla mafia. Si riteneva doverosa tale nota proprio per far vedere come quando si tratti di lotta alla criminalità organizzata non ci siano schieramenti politici di sorta, ma un unico obiettivo: dotare l’Ente di tutti quegli strumenti, che la legge prevede per gli enti locali, che possano affiancare le istituzione preposte alla lotta alla criminalità.

 

 

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