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Sabato, 24 Settembre 2022
Economia

Caro energia e inflazione, per Confcommercio in Sicilia ci sono 6500 imprese a rischio

Confcommercio Sicilia ha chiesto ai nove prefetti e al commissario dello Stato di convocare, ciascuno per le proprie competenze e le proprie aree territoriali, un tavolo di confronto con tutti gli attori interessati

“Doveva essere l’estate della ripartenza. Si sta tramutando nella stagione del de profundis per molte piccole e medie imprese siciliane. A causa dell’inflazione e del caro energia, sono a rischio, solo nella nostra isola, 6.500 imprese oltre a circa 19mila posti di lavoro. E’ un disastro”. Così il presidente regionale Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti. Questa mattina la federazione ha inviato una lettera ai nove prefetti siciliani e al commissario straordinario dello Stato. “Le attività, che hanno bisogno di molta energia per funzionare – è scritto nel documento – stanno operando a regime ridotto per mantenere la sostenibilità dei costi. Una situazione niente affatto semplice che determinerà ripercussioni economiche importanti. Dopo il periodo pandemico, che ha già messo a dura prova le stesse attività, la nostra economia sta ora rischiando un disastro economico e occupazionale senza precedenti”. Confcommercio Sicilia ha chiesto ai nove prefetti e al commissario dello Stato di convocare, ciascuno per le proprie competenze e le proprie aree territoriali, un tavolo di confronto con tutti gli attori interessati. “E’ questo, tra l’altro – puntualizza Manenti – un periodo in cui la politica, a tutti i livelli, risulta essere impegnata in campagna elettorale. Quindi, chiediamo ai rappresentanti del Governo sul territorio di studiare eventuali soluzioni per venire incontro ai piccoli e medi imprenditori che, purtroppo, a questo punto, non hanno più alcuna prospettiva per il futuro”.

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