L’Università di Catania liquida i dottorati di ricerca

Sembra che, lo scorso luglio, l'Ateneo di Catania abbia deciso di eliminare le borse di studio destinate ai dottorati di qualunque settore

Università

Secondo il Movimento studentesco Catanese il Senato accademico, dell'Università di Catania nello scorso luglio, ha stabilito che, per il prossimo anno, verranno eliminate tutte le borse per i dottorati di qualunque settore.

La decisione dipende dalla condizione di dissesto economico dell’Ateneo. La scelta effettuata dal Senato è stata quella di prediligere i finanziamenti ai gruppi di ricerca già esistenti con il fine di salvare questi a discapito però delle borse che, ogni anno, venivano elargite ai primi in graduatoria tra i partecipanti ai vari dottorati.

"La decisione del vertice accademico di non finanziare alcuna borsa di dottorato rappresenta un altro duro colpo alla credibilità e alla funzione dell’Università di Catania" - dichiara Luca Cangemi, segretario del circolo Prc Olga Benario.

I posti per i dottorati verranno regolarmente assegnati tramite bando, ma senza l’elargizione di alcun sostegno economico, meccanismo che limiterà quindi la partecipazione al dottorato in base alle possibilità economiche del partecipante che dovrebbe lavorare gratuitamente e mantenersi per tre anni.

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"L’istituto del dottorato di ricerca è già stato, in questi anni, duramente colpito dagli alti livelli delle tasse d’iscrizione e, soprattutto, dalla violenta riduzione dell’offerta formativa, risultato di tagli e accorpamenti gravemente penalizzanti sotto il profilo delle opportunità offerte ai giovani e della stessa dignità scientifica dei corsi. Con la decisione di non attivare alcuna borsa si pone in sostanziale liquidazione il terzo livello formativo degli studi universitari e il più importante canale di accesso dei giovani alla ricerca. L’Ateneo catanese si sintonizza, ancora una volta, sulla devastante linea di distruzione dell’università pubblica che caratterizza le scelte del governo - continua Luca Cangemi - Le conseguenze per un’intera generazione di laureati sono gravissime, così come lo sono per un intero territorio che vede svanire una delle poche strade di valorizzazione delle proprie risorse intellettuali, decisive in ogni progetto di sviluppo".

"Il silenzio delle istituzioni locali su una questione così rilevante è il segno di un degrado ormai inaccettabile"- conclude il segretario del circolo Prc Olga Benario.

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