Crisi Economica: rischiano il posto i lavoratori dei servizi postali privati

I lavoratori della agenzia di recapito "Palma" dalla fine di giugno potrebbero trovarsi senza più un lavoro. Il loro futuro lavorativo dipende dal rinnovo del contratto di appalto con Poste Italiane

L’agenzia di servizi privati postali  “Palma s.r.l.”, importante partner di Poste Italiane, in previsione della scadenza del contratto d’appalto ha aperto una procedura di mobilità (licenziamento collettivo) per 60 lavoratori che a partire dalla fine di giugno si troverebbero, per tali ragioni, senza più lavoro.

Ci sembra inverosimile – dichiara Davide Foti, segretario generale della SLC CGIL Catania -  che in un momento così delicato per il mercato del lavoro, Poste Italiane, che è la prima azienda italiana per numero di addetti e che dovrebbe assicurare un servizio universale, non riesca da un lato a garantire un servizio adeguato ai clienti/cittadini e dall’altro determini  le condizioni per il peggioramento dei servizi e per il licenziamento di innumerevoli addetti del settore privato lanciando, nei fatti, i lavoratori dentro  il tunnel della disoccupazione”.

I lavoratori del servizio postale privato chiedono dunque di non essere lasciati soli nella battaglia per la tutela del servizio e dei livelli occupazionali.

Dal 2001 – dichiarano Nino Gelardi e Nanci Parlacino RSA CGIL della ditta  Palma Srl - recapitiamo raccomandate per conto di Poste Italiane garantendo con grande impegno e professionalità un servizio pubblico alla collettività, e sarebbe giusto che oggi Poste Italiane ci dia certezze anziché determinare le condizioni per il licenziamento degli addetti. In questo settore non c’è stata crisi e chi ha determinato questo stato di incertezza è chiamato ad assumersi precise responsabilità. Noi rimarremo in prima fila e continueremo a lottare contro queste ingiustizie sociali”.

 

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