In pensione con la "quota 100", a Catania presentate 2.629 domande

Il dato è reso noto dall'Inps. Palermo guida la classifica delle città siciliane con il maggior numero di richieste 2.897. A seguire Catania e Messina (1.346)

Sono state 2.629 le domande di pensione con la cosiddetta "quota 100" presentate finora all'Inps di Catania. Il dato è reso noto dall'istituto di previdenza ed è aggiornato a ieri (martedì 9 aprile ndr). Palermo guida la classifica delle città siciliane con il maggior numero di richieste, 2.897.

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Sono state 2.629 le domande di pensione con la cosiddetta "quota 100" presentate finora all'Inps di Catania. Il dato è reso noto dall'istituto di previdenza ed è aggiornato a ieri (martedì 9 aprile ndr). Palermo guida la classifica delle città siciliane con il maggior numero di richieste, 2.897

Quota 100 

Il "decretone" approvato dal governo introduce in via sperimentale, per il triennio 2019-2021, la possibilità di andare in pensione a 62 anni, con un'anzianità contributiva minima di 38 anni. Il trattamento sarà erogato dopo tre mesi dalla maturazione dei requisiti, per i dipendenti privati, e dopo sei mesi per quelli pubblici. Il trattamento di fine servizio, più conosciuta come liquidazione, sarà erogato nel momento in cui il diritto al trattamento pensionistico sarebbe maturato in base alla pensione di vecchiaia. Ma sarà possibile chiedere un prestito, fino a un massimo di 45.000 euro, che dovrà essere restituito con gli interessi quando sarà riscossa la liquidazione. La pensione anticipata in oggetto non è cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, a eccezione di quelli da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro annui.

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Fino al 2026 il requisito contributivo per andare in pensione resta 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, senza l'adeguamento all'incremento della speranza di vita. Tutto congelato anche per i lavoratori precoci, che quindi potranno accedere alla pensione con un'anzianità contributiva pari a 41 anni, indipendentemente dall'età anagrafica (trascorsi tre mesi dalla maturazione dei requisiti).

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