Privatizzazione della Sidra? Cisl e "Forum Acqua bene comune" dicono No

La giunta del Comune di Catania vuole privatizzare l'acqua e gli altri servizi pubblici locali. Scoppia la polemica. Sindacati e "Forum catanese Acqua bene comune" non ci stanno

La giunta del Comune di Catania vuole privatizzare l’acqua. Da qui la polemica. Sul sito del Sindaco Stancanelli, infatti, si legge che la giunta comunale ha approvato un piano il cui obiettivo è “quello di raggiungere l’efficienza utilizzando quelle norme di legge che incentivano le amministrazioni pubbliche a dismettere le proprie partecipazioni per arrivare alla privatizzazione della gestione dei servizi pubblici locali”.

Nella delibera della Giunta Comunale catanese, si stabiliscono le dismissioni di alcune Società partecipate e la parziale privatizzazione dell’acquedotto cittadino “Sidra S.p.A. Ma i sindacati e il forum catanese acqua bene comune, non ci stanno.

“La Sidra non deve andare ai privati”. E' quanto dichiara con fermezza Renato Avola, segretario generale della Femca Cisl di Catania. "Devo ricordare ai nostri amministratori comunali che la Corte Costituzionale, appena lo scorso luglio, ha sancito ufficialmente 'l’illegittimità dell’articolo della Finanziaria Bis 2011', che di fatto autorizzava la privatizzazione dei servizi pubblici, quali quello idrico. La Femca Cisl interverrà, per quanto di propria competenza, rispetto l’indirizzo politico manifestato dalla giunta comunale circa le dismissioni di alcune società partecipate. Vogliamo però intervenire subito, ed ufficialmente, sulla volontà espressa di cedere il 49 per cento delle azioni del Comune al privato, per gestire il servizio idro potabile".

Sulla questione, interviene il Forum catanese acqua bene comune con una nota: " È l’ennesima ammissione di incapacità della nostra classe politica che invece di lasciare il posto a politici competenti che sarebbero in grado di gestire con efficienza i servizi da offrire ai cittadini decide di svendere ai privati. Decidono di svendere anche il servizio idrico calpestando il risultato referendario che ha portato 27 milioni di italiani a dire No alla privatizzazione dell’acqua! La Corte Costituzionale solo pochi mesi fa, con sentenza n. 199 e n.200 del 2012 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale  delle norme sulla privatizzazione dei servizi pubblici voluta da Berlusconi e poi da Monti. Ci rivolgiamo innanzitutto a voi consiglieri comunali: non approvare questo piano di privatizzazioni! È vostro compito essere interpreti e portavoce della volontà popolare! Abbiamo già denunciato e bloccato il disastro della privatizzazione della Servizi Idrici Etnei e siamo intenzionati a fare lo stesso con queste preannunciate privatizzazioni. Anche alla luce della “crisi del mercato” che sta mettendo in ginocchio tutti i cittadini non può più essere il mercato a gestire beni e servizi essenziali alla vita".

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