Anche le prostitute paghino le tasse: è la proposta di La Magna

La battaglia per sottoporre al Fisco la prostituzione è portata avanti dal dirigente dei giovani del Pdl etneo. Sarà promossa a livello nazionale dopo le politiche del prossimo febbraio

Dopo il "Love Parking", arriva un'altra proposta che fa discutere: fare pagare le tasse alle prostitute. Così il giovane consigliere della III municipalità Giovanni La Magna  torna a far parlare di sè e lancia un’altra “sfida”.

La proposta sarà promossa a livello nazionale dopo le politiche del prossimo febbraio, a prescindere dall’esito elettorale.

“Nella mia posizione attuale da consigliere di municipalità - spiega La Magna - non posso portare avanti questa iniziativa, ma da dirigente dei giovani del Pdl di Catania, sarà interesse nostro, degli altri militanti e dei leader di partito, andare avanti con questa proposta”.

“Il problema nella nostra città è diventato serio: le strade principali di notte sono diventate invivibilie se anche sono state emesse delle ordinanze, hanno avuto l’efficacia di due mesi, e il problema non è stato risolto.  Nessun governo, ad oggi, ha mai preso una decisione del genere, siamo un Paese conservatore, ma se guardiamo all’Europa la situazione cambia totalmente: basti pensare alla Germania, paese leader nell’UE, che ha risolto una situazione complessa come quella delle  tassazione per le prostitute”.

“Abbiamo bisogno di capire che i punti di debolezza vanno trasformati in punti di forza. Il governo Monti ha tassato tutto e lo ha fatto in modo sproporzionato rispetto al passato, ma da un governo di “tecnici” ci saremmo aspettati delle scelte più “coraggiose”: come al solito ci hanno rimesso i soggetti più deboli. Imporre le tasse alle prostitute non sarebbe solo un indotto economico per lo Stato, pari a quanto ricavato dalle recenti manovre economiche, ma anche un modo per combattere la mafia locale, la criminalità organizzata e creare occupazione, come i medici che girerebbero per queste strutture a verificare che siano a norma igienico-sanitarie, piuttosto che garantire l’affitto di nuovi immobili”.

Un modo per trasformare i punti di debolezza in  punti di forza, secondo il giovane consigliere di quartiere, che fa riferimento ai controsensi “all’italiana”.

“Nel nostro Paese - conclude La Magna- costituisce reato non la prostituzione,ma lo sfruttamento di quest’ultima, ennesima ambiguità: la verità è che siamo ancora oggi affetti da bigottismo. Non possiamo tapparci gli occhi e nemmeno far finta che il problema non esista.”

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