Martedì, 28 Settembre 2021
Economia

Recovery plan, Biriaco (Confindustria Catania): "Sicilia ancora ai margini"

E’ quanto afferma il presidente di Confindustria Catania, Antonello Biriaco, nei giorni in cui il Governo, impegnato nella modifica del Piano, può imprimere una svolta concreta alle politiche rivolte alla coesione territoriale

Il Recovery Plan è un’occasione storica che non si può sprecare. Abbiamo davanti la possibilità di ricucire la frattura che ci separa dall’Italia e rimuovere gli ostacoli che da decenni frenano lo sviluppo. Ma serve uno scatto in avanti per passare dalle parole ai fatti. Non esistono più alibi per tenere la Sicilia ancora in castigo". E’ quanto afferma il presidente di Confindustria Catania, Antonello Biriaco, nei giorni in cui il Governo, impegnato nella modifica del Piano, può imprimere una svolta concreta alle politiche rivolte alla coesione territoriale. “I fondi del Next Generation Eu, su esplicita raccomandazione dell’Europa, sono destinati a ridurre le disuguaglianze territoriali e sociali. Il deficit di infrastrutture, nell'arco di un ventennio, è cresciuto a dismisura, ostacolando lo sviluppo imprenditoriale e industriale dell'Isola. Mentre il ponte sullo Stretto rimane ancora nel limbo delle incertezze, facile ostaggio di battaglie ideologiche. Oggi non serve puntare su una macedonia di progetti che disperdono risorse in mille rivoli, ma, piuttosto, su obiettivi strategici da perseguire con investimenti congrui e in tempi certi". "Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza proposto dal precedente Governo - prosegue Biriaco - non fa che perpetuare le storture del passato e la condanna ad un’Italia divisa in due: niente alta velocità per passeggeri e merci, nessuno sviluppo adeguato della rete stradale e autostradale, né delle infrastrutture portuali siciliane. È inverosimile, per esempio, che per il Mezzogiorno il Piano preveda un impegno di 1,6 miliardi, ma solo per la messa in sicurezza della rete stradale e autostradale e il monitoraggio digitale di strade, viadotti e ponti. Un impegno irrisorio a fronte del fatto che ancora oggi percorrere 100 chilometri al Sud significa impiegare fino al triplo del tempo rispetto al Nord – sottolinea il presidente. Ma anche guardando al capitolo portualità il Meridione risulta drammaticamente assente. Negli ultimi 20 anni il traffico di container nel Mediterraneo è cresciuto del 500 per cento. E i primi 30 porti del Mare Nostrum insieme hanno superato i 50 milioni di Teu movimentati. Un trend destinato ad un'ulteriore crescita ma dal quale non sarà possibile cogliere alcun vantaggio in assenza di un cambio radicale di approccio. Il Piano attuale taglia fuori dagli interventi finanziari e dallo scenario logistico nazionale i porti meridionali, compresi Augusta e Catania, segnando per loro il destino ad uno sviluppo monco". "Con queste premesse - conclude Antonello Biriaco - il Recovery Plan rischia di trasformarsi in un acceleratore di squilibri economici e sociali. Infrastrutture e mobilità sono il perno dello sviluppo e senza queste non sarà mai possibile assicurare crescita e competitività. Fuori da ogni logica che pretende di contrapporre gli interessi del Nord a quelli del Sud, la necessità di attivare politiche compensative per recuperare il nostro gap è un'esigenza ormai imprescindibile. Non solo per poter sprigionare tutto il potenziale delle nostre imprese ma per dare slancio alla ripartenza di tutta l'Italia".

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