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Lunedì, 8 Agosto 2022
Economia

La rinascita del calcio a Catania: una spinta anche per l'economia locale

Con il professore Rosario Faraci, docente di Economia e gestione delle imprese all’Università di Catania, abbiamo provato a delineare alcuni scenari legati ai benefici tangibili che possono concretizzarsi, con la nascita del Catania SSD, sulla città grazie agli investimenti che possono dare un significativo impulso all'intero territorio

Il pallone ai piedi del Liotru ha ricominciato a rotolare. Con la costituzione della società Catania SSD a r.l il calcio in città è finalmente e ufficialmente ripartito. I tifosi, dopo le amarezze legate al fallimento, sono già scatenati e sognano già in grande. Il progetto del presidente Ross Pelligra (piano delle attività sportive, business plan, esame di capacità finanziaria, solvibilità economica, e progetti di sviluppo), è stato ritenuto dal Comune il più adatto a soddisfare le aspettative della città in termini obiettivi, di mezzi economici-patrimoniali e di sviluppo infrastrutturale sportivo.

Dante Scibilia, advisor del Pelligra Group, in una recente intervista ha sottolineato che il centro di gravità di tutto il progetto sarà il territorio, perché “per creare una squadra forte bisogna creare un territorio forte nella tradizione calcistica e per farlo è necessario investire nello stesso". Si può ragionevolmente pensare quindi che uno dei motivi per cui Pelligra ha deciso di investire nel calcio a Catania, non sia solamente identificabile nella passione per il calcio, ma soprattutto per il fatto che il calcio è business: una combinazione finanziaria potenzialmente redditizia per la città di Catania, sia sul piano occupazionale, generando un indotto importante a beneficio della collettività sia dal punto di vista, economico, turistico e commerciale. Ma tutto questo come? In attesa della comunicazione della Figc per iscrivere il club in sovrannumero e mentre il calciomercato già impazza tra addetti ai lavori e tifosi, con il professore Rosario Faraci, docente di Economia e gestione delle imprese all’Università di Catania, abbiamo provato, invece, a delineare alcuni scenari legati ai benefici tangibili che possono concretizzarsi sulla città Catania grazie agli investimenti che possono dare un significativo impulso all'economia locale.

Professore, l’arrivo di un importante investitore straniero e la creazione di una nuova società di calcio a Catania potrà avere ripercussioni sul piano occupazionale, generando un indotto importante a beneficio della collettività. In che modo?

“Non conoscendo i contenuti del business plan con il quale il gruppo Pelligra ha formalizzato la sua proposta di rilancio dell’ex Calcio Catania risultando più gradita di quella degli altri concorrenti, rimaniamo nel campo delle supposizioni. Quando riparte una squadra, seppur da una serie minore come la D, si rimette in moto l’occupazione: diretta, dalle maestranze dello stadio a tutti i collaboratori tecnici ed amministrativi al seguito della società calcistica; ed indiretta legata alle società fornitrici del Catania nonché tutto l’indotto commerciale (incluso l’ambulantato) che ruota attorno all’evento-partita quando la squadra rossazzurra gioca in casa. Per adesso riscontriamo positivamente che si è riacceso l’entusiasmo, tant’è che più di 10.000 persone sono accorse al Massimino per salutare il nuovo patron del Catania”.

Quanto è importante l’asset di Torre del Grifo per il rilancio non solo sportivo ma occupazionale ed economico?

“E’ l’asset strategico dell’intero progetto. Però anche in questo caso prendiamo atto che c’è un “top secret” su quanto probabilmente è stato riportato dal gruppo Pelligra nel business plan. Torre del Grifo è funzionale al progetto di rilancio del Catania per le complementarità con tutte le attività sportive che ruotano intorno alla squadra, a cominciare dagli allenamenti. Ma è molto più importante, ed è qui che ha un potenziale di impatto straordinario, nel far ripartire servizi sportivi, di intrattenimento, di ricettività, di ristorazione e commerciali. In questo ambito, il know-know del gruppo Pelligra sulla carta è promettente. Resta da capire come si risolverà il nodo giuridico dell’assegnazione del complesso di Torre al Grifo alla nuova proprietà del Catania, poiché è in corso una procedura fallimentare”.

Valorizzazione del marchio e merchandising sono concetti ancora poco conosciuti in Italia e sconosciuti in Sicilia. Come si può cambiare rotta, sfruttando l’arrivo sia a Palermo che Catania di due colossi imprenditoriali stranieri?

“Il patrimonio più importante di Catania e Palermo sono i loro tifosi, l’ho sempre sostenuto. Ci sono gli abbonati e quelli che vanno assiduamente allo stadio. Poi ci sono simpatizzanti, affezionati alla maglia, sostenitori a vario titolo che, per il Palermo e il Catania, sono anche i non residenti in Sicilia che per ragioni lavorative o di famiglia si trovano altrove. E poi c’è la larghissima schiera dei siciliani all’estero che tifano rossazzurro o rosanero come se si trovassero nella loro città natale. Un serio progetto di marketing che faccia leva sulla costruzione di una politica di marca (branding) e su politiche commerciali e di merchandising non può che far bene a tutti. Crea occupazione diretta e indiretta, fa girare denaro, moltiplica opportunità di business per chi vuol fare nuova impresa e fidelizza maggiormente il rapporto dei tifosi e dei sostenitori con la squadra del cuore”.

In termini di “marketing sportivo del territorio”: il nuovo Catania determinerà: aumento della visibilità della città a livello nazionale ed internazionale, miglioramento diretto dell’economia del territorio, affermazione delle tradizioni, patrimonio storico, culturale e gastronomico. Quali scenari si possono ipotizzare?

“Onestamente è un po’ presto per fantasticare su risultati straordinari. Non dimentichiamoci che c’è da costruire un progetto societario e sportivo solido e credibile, in grado di riportare la squadra nelle serie superiori. Le premesse ci sono, perché il gruppo Pelligra è economicamente forte, internazionale e diversificato nelle attività. I primi risultati più importanti si vedranno però quando il Catania approderà almeno alla serie B. In quel caso gli scenari cambieranno completamente, perché la strategia di marketing del territorio sarà accompagnata dall’effetto di amplificazione dei media: le piattaforme televisive digitali, i social media e, perché no, anche il mondo del Metaverso dato che le società calcistiche più interessanti stanno iniziando a prendere in considerazione l’integrazione fra virtuale e reale”.

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