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Liberalizzazioni: farmacisti non ci stanno e tassisti in sciopero

Le liberalizzazioni del Governo Monti, generano polemiche tra i cittadini e le categorie prese di mira. In particolare, i farmacisti non ci stanno e anche i tassisti esprimono il loro disappunto

Le liberalizzazioni del Governo Monti, generano polemiche tra i cittadini e le categorie prese di mira. In particolare, i farmacisti non ci stanno e anche i tassisti esprimono il loro disappunto. Solo a Catania, infatti, le farmacia sono 100 e, invece, dovrebbero essere soltanto 74. A spiegare questo esubero è il presidente dell'Ordine, prof. Giovanni Puglisi, il quale precisa che "la legge stabilisce una farmacia ogni 4000 abitanti in caso di centro con popolazione superiore a 12.500 unità. La presenza di 100 farmacie a Catania è dovuta ai 400mila abitanti toccati negli anni Settanta". Senza dimenticare che, se si estende il conteggio all'intera provincia etnea, il numero delle farmacie presenti sale a 274. Per quanto riguarda le parafarmacie, sono un centinaio in tutta la provincia.

Il Governo Monti prevede una liberalizzazione che dovrebbe comportare l'aumento delle farmacie sul territorio: per le farmacie la bozza indica che potranno essere concesse nuove autorizzazioni di una farmacia ogni 3 mila abitanti. E ancora, meno rigidità sui prezzi dei farmaci, concorrenza e risparmi per i cittadini. Le conseguenze sarebbero meno rigidità, più concorsi e un maggior numero di esercizi aperti sul territorio. Secondo le stime dei parafarmacisti, inoltre, "con la completa liberalizzazione dei farmaci di fascia C, come quella prevista dalla prima versione del decreto Monti, i cittadini otterrebbero circa 120 milioni di risparmi l'anno e si determinerebbe un'espansione del numero di Parafarmacie misurabile in 3500 nuove sedi, il che vorrebbe dire 600-700 mln di nuovi investimenti e 7500 nuovi posti di lavoro". Secondo, però, i farmacisti catanesi, verrebbe a mancare la funzione sociale e professionale del loro servizio. Lamentano la crisi e temono che la riforma venga fatta non a favore dei cittadini ma dei grandi capitali che hanno deciso di sfondare anche in questo settore.

Per quanto riguarda i trasporti, i tassisti sostengono che il loro servizio è fra i settori più penalizzati dalla crisi e che la liberalizzazione rappresenterebbe solo il colpo di grazia per loro. Per questa categoria, la manovra Monti prevede, infatti, un aumento delle licenze, compensi "una tantum" per i tassisti, un rilascio di più licenze a un solo operatore, libertà nel fissare le tariffe, flessibilità di orari e  licenze part-time. A Catania, l'Arat ha proclamato "l'astensione del servizio", in linea con tutte le cooperative italiane, pur garantendo i servizi essenziali, per i giorni 16, 17, 18, 19, 20 gennaio, dalle ore 9 alle 13 e dalle 17 alle 22. Sciopero anche giorno 30 gennaio. Dal 16 al 20, si terranno anche assemblee in Piazza Università e in piazza Giovanni XXIII.

 

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