Sconti: in calo la svendita di fine stagione, la parola ai negozianti

Neanche i saldi di fine stagione riescono a risollevare le tasche dei negozianti. La crisi economica si è abbattutta su tutti. Ecco il riscontro dei saldi in Corso Italia, una delle arterie del commercio più rinomate della città

I saldi invernali sono iniziati da due giorni ma il riscontro economico per i negozianti del centro è davvero minimo. Corso Italia, una delle arterie del commercio più rinomate della città è tristemente deserta, i  marciapiedi e i negozi sono vuoti, come dimostrano le foto.

Mi aspettavo una maggiore affluenza di clienti e, invece, calma piatta – afferma Rosario Sciolto responsabile di un noto negozio di scarpe  – Rispetto all’anno scorso abbiamo avuto un notevole calo delle vendite”

Stessa situazione in un noto franchising di abbigliamento femminile: “La crisi si sente un po’ ovunque. Negli anni passati il boom degli acquisti durante le svendite avveniva in massa i primi giorni, quest’anno sembra che ancora i saldi devono iniziare, la gente non entra nei negozi” dichiara Olga, una delle commesse.

In giro c’è poca gente e i negozi sono vuoti. Anche l’anno scorso la svendita invernale è andate male - dichiara Mariarita commessa di un negozio maschile di Corso Italia - il boom dei saldi, inoltre, è quasi  sempre all’inizio, a meno che non si mette a fine periodo una percentuale di sconto pazzesca che attiri la clientela. Più passano i giorni di gennaio e meno si lavorerà”. 

La situazione dei saldi sta confermando la contrazione dei consumi che abbiamo avuto in anticipo. Il potere di acquisto è sceso notevolmente – afferma Emilio Riccioli proprietario dei negozi "Riccioli" a Catania - Quest’anno i clienti hanno paura a spendere e temono di essere vessati a causa di questa nuova manovra finanziaria. Rispetto agli anni passati stiamo facendo le nostre vendite chiamate canoniche ma con una contrazione che oscilla dal 10% al 35 % a secondo dei prodotti e dei punti vendita". "Tra i miei punti vendita–continua Emilio Riccioli - il negozio che va meglio è quello in via Gabriele D’annunzio, poiché ha una politica commerciale a bassissimo prezzo e riguarda la parte di vendita del prodotto bambino. Questo particolare fenomeno conferma l’orientamento del consumatore che va sulle fasce più economiche, addirittura in questo negozio abbiamo avuto un incremento positivo. Gli altri negozi, invece, che sono destinati ad un pubblico medio-alto stanno sentendo della contrattura economica”.



Germano, responsabile del negozio Budget dichiara : “ I saldi stanno andando a rilento. Niente di eccezionale, rispetto all’anno scorso abbiamo un calo del 30-40% . Il ceto medio che prima spendeva, ormai non c’è più e chi può spendere è invece restio, ha timore ad uscire i soldi. Se un tempo comprava tre vestiti adesso solo uno e se è a buon prezzo . Normalmente nei primi 5 giorni di svendita – continua Germano - c’è sempre stata una grande folla ma quest’anno niente.  Il primo giorno il negozio è stato deserto, stiamo chiamando i clienti affezionati per invogliarli all’acquisto. Solo se li cerchiamo ci vengono a trovare”.

Positivo, invece, Riccardo Galimberti proprietario di Barbisio, storico negozio in viale Jonio : “Ritengo che quest’anno c’è una risposta positiva ai saldi, perché il sistema negozi si sta reggendo con la qualità dell’offerta e soprattutto del servizio. Molti soldini che non sono stati spesi , anche intelligentemente da parte dei consumatori a Natale, probabilmente adesso vengono ripartiti con più saggezza. Si comincia a cercare il capo di qualità e non quello del momento. Io auspico che il consumatore  - continua Galimberti - cominci a vedere gli acquisti nel periodo dei saldi con la vecchia filosofia, cioè quella di andare a comprare un capo buono ad un prezzo conveniente  e di non fare un acquisto superficiale. L’inizio non è stato clamoroso ma ancora non è finita, attendiamo il primo sabato”.
 

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