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Saldi: da sabato 2 luglio, prezzi tagliati in tutti i negozi

Nel weekend cominciano gli attesi saldi estivi e la Confcommercio di Catania avverte i consumatori e i negozianti con un mini vademecum per riconoscere i saldi e non farsi imbrogliare

E’ufficiale: sabato 2 luglio, anche a Catania, parte la corsa agli sconti. Le fashion victim nostrane, si riconoscono dal ghigno beato. Lo esibiscono, ormai, da una settimana lungo le arterie dello shopping catanese. Hanno già adocchiato e, in qualche caso, “corrotto” la commessa di turno, per farsi mettere da parte l’articolo più in voga della stagione. Si prevedono, nei punti vendita glam, code di oltre due ore e chiusure serali ritardate. Gli sconti invernali, insegnano.

Dal 2 luglio al 15 settembre, quindi, si apre la “caccia” ai saldi e, per qualche ora al giorno, sarà guerra alla conquista dell'occasione giusta. Ma, come ogni anno, la Confcommercio di Catania  è pronta a prevenire le potenziali truffe. Avvertimento, pertanto, per i consumatori e i negozianti, ricordando a entrambi che è importante rispettare le regole del mercato e avere le idee chiare per non ritrovarsi tra le mani una brutta sorpresa, invece di un affare. Positive sono anche le loro previsioni: si attende una spesa media procapite intorno ai 140 euro, mentre per famiglia sui 340 euro. Si stima, pertanto, un volume d’affari  - solo catanese - di 46 milioni. L’effetto saldi nei primi 15 giorni, sarà del 75% con un’incidenza sul fatturato di stagione del 40%.

E, a pochi giorni dal via libera alle spese "pazze”, ecco un mini vademecum per riconoscere i saldi e non farsi imbrogliare:

  • È obbligatorio che nell’articolo sia indicato il prezzo iniziale, la percentuale di sconto e il prezzo finale scontato;
  • I prezzi pubblicizzati sono praticati fino all’esaurimento delle scorte senza limitazioni di quantità e senza abbinamento di vendite;
  • Le merci offerte nelle vendite straordinarie, devono essere separate in modo inequivocabile da quelle poste in vendita a condizioni ordinarie e l’esaurimento delle scorte deve essere portato a conoscenza del pubblico con avviso ben visibile all’esterno del locale;
  • Il negoziante può consentire al cliente l’utilizzo di carte di credito – bancomat anche per l’acquisto delle merci in saldo qualora sia pubblicizzato, anche a mezzo vetrofanie, l’utilizzo di tali strumenti;
  • La possibilità di cambiare il capo dopo l'acquisto, è generalmente lasciata alla discrezionalità del rivenditore, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso, scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Non c’è obbligo invece per la prova dei capi, è rimessa alla discrezionalità del commerciante, cui si consiglia di seguire la stessa procedura tenuta nel corso dell’anno.






 

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