Sabato, 16 Ottobre 2021
Economia

Tagli sanità: dal Cannizzaro al Garibaldi, ecco cosa succederà

La spending review colpisce ancora. E il sistema sanitario rimane un target "privilegiato". Come stanno reagendo le aziende ospedaliere catanesi per adeguarsi alla politica del contenimento dei costi?

La spending review colpisce ancora. E la sanità rimane un target “privilegiato”. Negli ospedali italiani ci saranno 26.700 posti in meno (le regioni più colpite sono Lazio, Molise,Trentino). Il ministero della Salute e l’agenzia per i servizi sanitari (Agenas) diretta da Fulvio Moirano hanno redatto il documento che -  nell’ambito dei tagli agli sprechi, ottimizzazione dei costi e migliori prestazioni - mira innanzitutto ad eliminare o accorpare i primariati  (cancellando i reparti che lavorano poco ) e bisognerà rifarsi all’indice di occupazione dei posti letto previsto all’80/90%: per intenderci, su 30 posti letto disponibili, ne dovranno essere occupati in media 26; i rimanenti saranno destinati o alle lungo-degenze o alle residenze per anziani.

Ma in Sicilia, regione a statuto speciale, cosa succederà? Una cosa è certa: dal calcolo a livello nazionale viene fuori che, in Sicilia, saranno ridotti 918 posti assegnati per interventi d’emergenza o programmata, ma se ne guadagneranno 1.415 in più per i post-acuti.

Come stanno reagendo le  aziende ospedaliere catanesi per adeguarsi alla politica del contenimento dei costi?

Con il decreto assessoriale 25/05/2010 l’Azienda ospedaliera per l'emergenza Cannizzaro è stata dotata di 560 posti letto, di cui 501 di degenza ordinaria e di 59 posti letto per attività di DH/DS (day hospital / day surgery). Tra prima e dopo la riforma, il numero di posti letto del Cannizzaro complessivamente è rimasto pressoché immutato, sia perché il numero di posti DH e DS è notevolmente basso, sia perché si sono aggiunti nuovi reparti (ad esempio l'Unità Spinale).

Anche all'Ospedale Garibaldi, secondo il piano regionale, sono già stati tagliati posti letto e accorpati i reparti di Urologia, Chirurgia e due di Geriatria.

Lo stesso percorso ha seguito il Policlinico che ha vissuto una doppia “razionalizzazione” considerata la fusione con il “Vittorio Emanuele”. E’ stata prevista una decurtazione di aziende sanitarie da 29 a 17 e  - come ci informano dall’ufficio stampa dell’azienda - la situazione per il Policlinico è stata particolarmente problematica perché il servizio non poteva essere sospeso in quelle parti della città laddove avrebbero dovuto eliminarlo.  L’azienda cittadina è, infatti, anche un policlinico universitario e la faccenda si fa più complessa, nonostante abbiano proceduto ad una rimodulazione dei posti letto con una razionalizzazione per i day hospital e day service.

 
 

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