Tagli sanità: dal Cannizzaro al Garibaldi, ecco cosa succederà

La spending review colpisce ancora. E il sistema sanitario rimane un target "privilegiato". Come stanno reagendo le aziende ospedaliere catanesi per adeguarsi alla politica del contenimento dei costi?

La spending review colpisce ancora. E la sanità rimane un target “privilegiato”. Negli ospedali italiani ci saranno 26.700 posti in meno (le regioni più colpite sono Lazio, Molise,Trentino). Il ministero della Salute e l’agenzia per i servizi sanitari (Agenas) diretta da Fulvio Moirano hanno redatto il documento che -  nell’ambito dei tagli agli sprechi, ottimizzazione dei costi e migliori prestazioni - mira innanzitutto ad eliminare o accorpare i primariati  (cancellando i reparti che lavorano poco ) e bisognerà rifarsi all’indice di occupazione dei posti letto previsto all’80/90%: per intenderci, su 30 posti letto disponibili, ne dovranno essere occupati in media 26; i rimanenti saranno destinati o alle lungo-degenze o alle residenze per anziani.

Ma in Sicilia, regione a statuto speciale, cosa succederà? Una cosa è certa: dal calcolo a livello nazionale viene fuori che, in Sicilia, saranno ridotti 918 posti assegnati per interventi d’emergenza o programmata, ma se ne guadagneranno 1.415 in più per i post-acuti.

Come stanno reagendo le  aziende ospedaliere catanesi per adeguarsi alla politica del contenimento dei costi?

Con il decreto assessoriale 25/05/2010 l’Azienda ospedaliera per l'emergenza Cannizzaro è stata dotata di 560 posti letto, di cui 501 di degenza ordinaria e di 59 posti letto per attività di DH/DS (day hospital / day surgery). Tra prima e dopo la riforma, il numero di posti letto del Cannizzaro complessivamente è rimasto pressoché immutato, sia perché il numero di posti DH e DS è notevolmente basso, sia perché si sono aggiunti nuovi reparti (ad esempio l'Unità Spinale).

Anche all'Ospedale Garibaldi, secondo il piano regionale, sono già stati tagliati posti letto e accorpati i reparti di Urologia, Chirurgia e due di Geriatria.

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Lo stesso percorso ha seguito il Policlinico che ha vissuto una doppia “razionalizzazione” considerata la fusione con il “Vittorio Emanuele”. E’ stata prevista una decurtazione di aziende sanitarie da 29 a 17 e  - come ci informano dall’ufficio stampa dell’azienda - la situazione per il Policlinico è stata particolarmente problematica perché il servizio non poteva essere sospeso in quelle parti della città laddove avrebbero dovuto eliminarlo.  L’azienda cittadina è, infatti, anche un policlinico universitario e la faccenda si fa più complessa, nonostante abbiano proceduto ad una rimodulazione dei posti letto con una razionalizzazione per i day hospital e day service.

 
 

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