Tagli ai teatri Bellini e Stabile: a rischio 600 posti di lavoro

A seguito dei tagli previsti per i teatri Massimo Bellini e Stabile di Catania, le segreterie provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno proclamato lo stato di agitazione. A Catania sono a rischio oltre 600 posti di lavoro".

A seguito dei tagli previsti per i teatri Massimo Bellini e Stabile di Catania, le segreterie provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno proclamato lo stato di agitazione e in una nota spiegano le motivazioni.

"Contrariamente a quanto è stato disposto dal Governo nazionale che ha risparmiato dalle recenti manovre i teatri e la cultura in genere, la Regione ha tagliato drasticamente le risorse destinate alla cultura: a Catania sono a rischio oltre 600 posti di lavoro".

"Ad essere a rischio - affermano i sindacati - non è soltanto la credibilità delle istituzioni culturali catanesi nei confronti dei propri partner e degli amanti della musica, della prosa, della cultura. Il tracollo, se non si interviene subito, è già dietro la porta. A seguito dei tagli delle risorse, anche gli impegni assunti nel tentativo di rilancio e di contenimento dei costi avviato, con enormi sacrifici e con la condivisione delle maestranze, al Teatro Bellini e al Teatro Stabile, rischia di essere vanificato per la devastante ricaduta che i tagli verrebbero a determinare".

I sindacati ritengono che "soluzioni condivisibili per la sopravvivenza ed il rilancio del Bellini e dello Stabile possano essere trovate".

"Per questo - conclude la nota - ci appelliamo in primo luogo ai deputati catanesi all'Ars, al presidente della Regione Sicilia, al presidente della Provincia di Catania e al sindaco di Catania, che auspichiamo di incontrare nei prossimi giorni".

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