La tassa di soggiorno arriva a Catania: da 0,50 a 2 euro al giorno

Martedì, il Consiglio comunale esaminerà la delibera sulla tassa di soggiorno che prevede quote diverse in base alle stelle dell'hotel in cui i turisti scelgono di alloggiare

Tassa di Soggiorno

Domani, martedì 2 agosto, il Consiglio comunale esaminerà la delibera della giunta sull’introduzione della tassa di soggiorno per i turisti che sceglieranno la città dell’Elefante come meta delle loro vacanze.

La proposta prevede una tassa che va da 0,50 a 2 euro al giorno. La tariffa più bassa sarà applicata a chi soggiorna in alberghi a una e due stelle, agriturismo e ostelli; un euro per chi, invece, sceglie i bed and breakfast e hotel a tre e quattro stelle; due euro per le strutture a cinque stelle.

Secondo i calcoli, il nuovo balzello dovrebbe portare nelle casse comunali circa un milione di euro almeno per il primo anno. Il sindaco Raffaele Stancanelli ha lavorato insieme alla giunta comunale sulla determinazione della nuova tassa, valutando metodi e tempi di applicazione.

Inizialmente, la proposta di introdurre la tassa aveva sollevato un coro di critiche da parte degli operatori e delle associazioni di categoria. Per questo l’amministrazione ha avviato una serie di incontri per concordare una soluzione. E alla fine gli spigoli sono stati smussati, ma solo in parte. "Non siamo naturalmente soddisfatti per l’introduzione del balzello - spiega Nico Torrisi, presidente di Federalbreghi - ma lo siamo per le misure adottate. Tutte le nostre proposte sono state accettate dall’amministrazione. Va dato atto al sindaco di essere venuto incontro alle nostre esigenze. Basti pensare che inizialmente si parlava di una tariffa di un euro a stella. L’aspetto più importante da sottolineare è che gli introiti saranno reinvestiti per scopi turistici, come la promozione".Sulla stessa lunghezza d’onda Franz Cannizzo, presidente provinciale di Abbetnea, l’associazione dei bed and breakfast catanesi.

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"Inutile e anche dannosa per gli operatori". Questo il giudizio netto di Puccio La Rosa, vicepresidente vicario del consiglio comunale, sulla tassa di soggiorno. "La considerazione – afferma l’esponente di Fli - di voler impiegare le somme eventualmente acquisite per sostenere l’incremento turistico appare strampalata: in assenza di atti di programmazione già disposti da parte dell’amministrazione qualsiasi intervento potrebbe verificarsi fra anni, e quindi quando la tassa introdotta ha già compromesso l’esistenza stessa di albergatori ed operatori del settore turistico. Infine, l’introduzione della tassa di soggiorno presuppone la preventiva approvazione da parte del consiglio di un regolamento che essendo al momento inesistente impedisce di iscriverne la voce nel bilancio preventivo di quest’anno".
 

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