Unict: in tempo di crisi aumenta lo stipendio dei dirigenti

Nel clima nazionale di ristrettezze e di revisione della spesa corrente per le Istituzioni di ogni ordine e grado, l'Università di Catania ha aumentato la spesa per i suoi dirigenti con un aumento di oltre il 25%

Nel clima nazionale di ristrettezze e di revisione della spesa corrente per le Istituzioni di ogni ordine e grado, l'Università di Catania ha aumentato la spesa per i suoi dirigenti. La denuncia viene dal "Coordinamento  unico dei ricercatori, precari, e docenti d'Ateneo di Catania". Ed è anche approdata in Parlamento grazie all'interrogazione presentata da tre deputate del Pd alla Camera, La prima firmataria è la catanese Marilena Samperi.

Dalla nota diffusa su facebook dal Coordinamento risulta che, dal 2008 al 2011, la quota di FFO (Finanziamento Ordinario) accordata dal Ministero all’Ateneo si è notevolmente ridotta "a seguito di politiche nazionali nefaste, benché condivise e supportate da autorevoli esponenti dell’Ateneo stesso, passando dai 202 milioni di Euro del 2008 ai 177 (inclusi però gli interventi perequativi e le quote premiali, essendo la quota-base di 155 milioni) del 2011. In questo stesso arco di tempo, mentre l’Ateneo conosceva la peggior contrazione di finanziamenti alla ricerca (chiusura di dottorati, riduzione drastica dei contratti di insegnamento, finanziamenti P.R.A. a singhiozzo…), e mentre il corpo docente e T.A. subiva il blocco stipendiale, del Turn-over e degli avanzamenti di carriera, le retribuzioni del gruppo dei dirigenti dell’Università di Catania aumentavano fieramente, saldamente nonché progressivamente".

La spesa per la dirigenza è passata, nello stesso periodo, da 1.510.000 euro (2008) a poco meno di 2.000.000 euro (2011), con un aumento di oltre il 25%. "L’Ateneo di Catania spende per il nutrito drappello dirigente (solo Bologna ha 15 dirigenti, uno più di noi) l’1,13% del FFO, caso unico in Italia, se pensiamo che gli atenei che sono avanti nella classifica del Sole 24ore (che il Magnifico ama citare) spendono molto meno: dallo 0,69% del Politecnico di Milano, allo 0,78% dell’Università di Trento (per fornire solo due tra i molti esempi). I  numeri ci dicono che l’Università di Catania impiega, quale quota di bilancio, talora il doppio di altri più titolati atenei, oltre che una cifra che è in assoluto la più alta d’Italia! Qual è il senso, ci chiediamo, di questa peculiarità catanese?".

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