Unict: tra proteste, approvato il nuovo Statuto d'Ateneo

Nonostante le proteste e i dibattiti, il Senato accademico dell'Università di Catania ha deliberato l'adozione del nuovo Statuto d'Ateneo con ventuno voti favorevoli, cinque contrari e due astensioni

Nonostante le proteste e i dibattiti, il Senato accademico dell’Università di Catania ha deliberato l’adozione del nuovo Statuto d’Ateneo con ventuno voti favorevoli, cinque contrari e due astensioni. Il testo, varato all’unanimità dall’apposita Commissione prevista per legge, aveva ricevuto ieri il “via libera” del Consiglio di amministrazione (18 voti favorevoli e 4 contrari). Nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina nei locali del rettorato, il rettore Antonino Recca ha espresso “viva soddisfazione per la conclusione di un lungo iter, preceduto da un ampio dibattito che era cominciato ancor prima dell’approvazione della legge Gelmini”, che ha imposto l’adozione di una nuova “carta” statutaria in ciascuno degli Atenei italiani.

“Se è vero che in nessuna università italiana – ha commentato il rettore – un atto così significativo come l’approvazione dello statuto è finora passata all’unanimità, è falso, come è stato sostenuto specialmente nelle ultime settimane, che nella comunità accademica catanese non vi sia stato alcun confronto partecipativo. Sono stati coinvolti tutti gli organi di governo, che rappresentano la totalità della comunità universitaria, vi sono state numerose riunioni nelle strutture di facoltà e dipartimenti, vi è stata una continua comunicazione degli atti che man mano venivano vagliati. Le contestazioni giungono pertanto da una sparuta minoranza di persone, rispetto a 70 mila tra professori, studenti e tecnici-amministrativi. Noi abbiamo pertanto condotto a termine un percorso pienamente rispettoso della legge, dando esecutività alle disposizioni normative”.

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L'approvazione dello Statuto, infatti, arriva dopo infuocate giornate di dibattiti. Da ultimo, la contestazione dei partiti del centro sinistra Sel, Pd, Fds e Idv che, fino a ieri, hanno lanciato l'allarme democrazia all'interno dell'Università. " Reputiamo negativa - ha dichiarato Pierpaolo Montalto, segretario provinciale del Prc-Fds -la presenza dei privati alll'interno dell'amministrazione dell'Università. E' come de il mondo accademico facesse un passo indietro".

La questione sollevata anche da, studenti, ricercatori e docenti è, infatti, che la commissione è tata nominata unilateralmente da Recca e presenta evidenti vizi di legittimità. Petizioni, sit-in e proteste non hanno convinto il rettore ad aprire un confronto democratico e partecipativo nei confronti di un passaggio fondamentale per l’Università di Catania. E così, oggi, il nuovo Statuto che, a dire del Rettore, assegna maggiori libertà ma anche maggiori responsabilità agli organi di governo dell’ateneo, rappresentando perciò l’espressione della volontà della comunità accademica.

“Con il nuovo Statuto, seppur in un contesto di risorse che saranno decrescenti anche nei prossimi anni – ha affermato il rettore, che ha anche smentito con fermezza l’esistenza di un deficit nel bilancio dell’Ateneo dovuto all’inesigibilità di crediti accumulati rispetto alle sedi decentrate - contiamo di migliorare ancora la nostra posizione, anche tenuto conto del fatto che, quando prima o poi si giungerà all’abolizione del valore legale della laurea, l’autorevolezza delle varie università sarà stabilita in base ai risultati delle attività di valutazione”.
 

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