Vendemmia 2011: per i vini dell'Etna nessun calo e raccolta in aumento

E' tempo di vendemmia e, quest'anno, in tutta Italia si registra un anticipo più evidenziato al Nord, regolare al Centro ed invece un po' in ritardo al Sud

E' tempo di vendemmia e, quest'anno, in tutta Italia si registra un anticipo più evidenziato al Nord, regolare al Centro ed invece un po’ in ritardo al Sud. Dal un punto di vista quantitativo, i dati forniti da Assoenologi - l’associazione degli enologi ed enotecnici italiani - hanno registrato un calo del 5%, rispetto al 2010, con una produzione di 44milioni di ettolitri di vino e mosti, pur rimanendo “a cinque stelle” la qualità. Fra le regioni maggiormente in diminuzione dovrebbero esserci l’Abruzzo e la Sicilia. Abbiamo chiesto qual è la situazione quantitativa e qualitativa della vendemmia 2011 in provincia di Catania a Michele Scammacca del Murgo, dell’omonima azienda a conduzione familiare di Santa Venerina.

“Il nostro volume d’affari è legato molto al mercato siciliano (70%) - spiega Michele Scammacca del Murgo - l’export è del 15% per il mercato nazionale. Abbiamo avuto una leggera flessione nel periodo gennaio-giugno (-4%) che deriva soprattutto dalla ricerca di una maggiore selezione dei clienti in Sicilia. La lentezza del credito è, infatti, un elemento delicato e molti altri produttori hanno problemi analoghi”.

"Per quanto riguarda i dati pubblicati da Assoenologi - continua Scammacca del Murgo -la questione rimane aperta. Riguardo al calo di produzione, non sono ancora in grado di determinarne l’entità perché siamo solo all’inizio delle vendemmie. Non credo che l’Etna abbia dei grandi cali perché in definitiva le rese non sono mai molto elevate e credo che riguardino soprattutto chi ha impianti molto produttivi. Penso che sia molto più importante lavorare in maniera qualitativa e riuscire a vendere bene i propri vini”.

L’incognita rimane il mese di Settembre: se decorreranno giornate fresche con adeguate escursioni termiche notturne e precipitazioni, allora ci sarà la possibilità di ottenere vini bianchi e rossi di alto profilo. Secondo quanto dichiarato da Giuseppe Martelli, direttore di Assoenologi, il pieno della raccolta, in tutt'Italia, avverrà nella seconda decade di settembre per concludersi entro ottobre, ed i primi di novembre, con gli ultimi grappoli di Nebbiolo in Valtellina, di Cabernet in Alto Adige, di Aglianico del Taurasi in Campania e dei vitigni autoctoni sull'Etna.

Passando dall’uva da vino a quella da tavola, Vincenzo Giannone, sindaco di Mazzarrone - comune della provincia catanese dove ogni anno a settembre si tiene il “Festival Internazionale dell’uva da tavola IGP”- chiarisce che la raccolta è in costante aumento rispetto a quella convenzionale. “I Paesi europei dove esportiamo di più, il 60% del prodotto, sono Francia, Germania, Belgio, Spagna, Olanda; il restante 40% è destinato al consumo interno”, conclude il Sindaco Giannone, aggiungendo che i dati di produzione sono costanti, mentre grossi problemi si presentano alla vendita, poiché i prezzi in campagna sono bassi rispetto ai costi di produzione e al prezzo finale di vendita.
 

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