Venerdì 5 ottobre protesta dei lavoratori della St e della Micron

In occasione dello sciopero i lavoratori della St Mciroelectronics hanno scritto una lettera aperta alla politica e alla cittadinanza sui motivi della protesta di venerdì 5 ottobre

Venerdì 5 ottobre sciopero davanti i cancelli della St Microelectronics di Catania. I tremila lavoratori e della St insieme ai 350 lavoratori della Micron Semiconductor aderiranno alle iniziative nazionali promosse dal comparto della microelettronica italiana organizzando un’assemblea seguita da un’ora di sciopero.

“Le denunce di questi lavoratori  sottolinea il segretario generale della Fiom Cgil di Catania, Stefano Materiavanno colte subito, perché il momento attuale è ancora quello in cui è possibile intervenire in maniera risolutiva. Non ci possiamo permettere di perdere un patrimonio tecnologico di eccellenza, la produzione stessa e un design center, né possiamo percorrere strade già praticate ma che hanno condotto a risultati scadenti”.

La prossima settimana, inoltre, sarà organizzata un’assemblea pubblica dove sarà invitata la società civile e i rappresentanti del mondo politico.

I lavoratori della Micron Catania, sono già stati protagonisti di una cessione di ramo d’azienda seguita da una vendita a opera della ST Microelectronics, azionista di maggioranza della controllata Numonyx. A seguito di tali manovre i dipendenti del sito M6 sono stati e sono ancora sottoposti ad un processo di riorganizzazione.

In occasione dell’ultimo incontro tra la direzione aziendale e i sindacati in sede di Confindustria, l’azienda comunicava il rischio di potenziali esuberi per dieci lavoratori del sito catanese - scrivono le Rsu - Il tavolo di discussione è ancora aperto, anche se nella prossima settimana è già stato convocato un incontro dal quale potrebbero arrivare spiacevoli notizie. Chiediamo quindi concludono – che la società civile, e in particolar modo la politica siciliana, si faccia carico di questa situazione affinché nessun posto di lavoro venga perso”.

In occasione dello sciopero i lavoratori della St Mciroelectronics hanno scritto una lettera aperta alla politica e alla cittadinanza sui motivi della protesta di venerdì 5 ottobre:

“I posti di lavorosi legge che gravitano dentro e fuori la ST sono un pilastro fondamentale per la ricchezza del territorio. Un loro ridimensionamento avrebbe un impatto immane su un tessuto sociale già fortemente provato dallo storico tasso di disoccupazione e dalla crisi attuale. Lavoriamo in un settore che ha ancora tanta strada da percorrere, contribuiamo concretamente all’economia del nostro paese. Il pacchetto azionario di controllo della nostra azienda è nelle mani dei governi francese e italiano (Ministero del Tesoro). Riteniamo fondamentale che l’Italia mantenga la partecipazione azionaria di ST e con questo influenzi la governance dell’ azienda. A Catania siamo già al terzo ciclo di cassa integrazione ordinaria in poco più di un anno – continua la lettera - e a fronte di una crisi di mercato mondiale italiano, sono i lavoratori del sud a pagare il prezzo più alto. Chiediamo ai nostri governanti nazionali, a chi si candida per guidare la Regione Siciliana, ai politici tutti, una reale attenzione alle questioni sopra esposte. Non vogliamo che la depressione del sud sia utilizzata in campagna elettorale e poi dimenticata nelle scelte di chi governa. Non chiediamo assistenzialismo ma che il governo intervenga nel mantenimento della governance ed eserciti la sua pressione per l’equilibrio Italia – Francia. Chiediamo anche investimenti”.
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, nuova ordinanza: la Sicilia diventa zona gialla

  • Operazione antimafia, 12 “piazze di spaccio” di San Giovanni Galermo nel mirino dei carabinieri

  • Maltempo, danni ad abitazioni nella zona sud di Catania

  • Coronavirus, morto un giovane di 29 anni: era il figlio di un cancelliere del Tribunale

  • Coronavirus, bimba di 5 anni ricoverata in rianimazione a Catania

  • Coronavirus, nuova ordinanza di Musumeci: ecco cosa cambia in Sicilia

Torna su
CataniaToday è in caricamento