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I videogiochi fanno bene alla salute, soprattutto in quarantena

Il mondo dei videogiochi ha da sempre affascinato una grande platea di gente, dai più piccoli fino agli adulti, conquistando i cuori di molte generazioni che sono passate da giochi come Pacman e Supermario Bros., fino ad arrivare ai recenti titoli, come Call Of Duty Ware Zone e Fortnite

Lo scenario attuale vede una forte crescita di questo settore, per mezzo anche delle nuove dinamiche di gameplay, strutturate per giocare in modo competitivo facendo squadra contro altri utenti. Grande merito di questa ascesa è dovuta anche alle gare E-sport, ormai una fonte di guadagno per tantissimi giocatori di tutto il mondo.

Nel tempo, i videogiochi sono stati visti da un'ampia schiera di psicologi e esperti come degli strumenti di isolamento e evasione dalle responsabilità, attraverso l'uso di una realtà virtuale e irrealistica. Ma le teorie che vedono il videogioco come macchina di alienazione dalla società su quali dati si sono fondati? In verità non esistono dei reali studi scientifici che provino tutto ciò, ma solo semplici questionari e dichiarazioni di giocatori e familiari raccolte negli anni.

Questa visione catastrofica del mondo dei videogiochi fortunatamente non esiste più, per merito anche di studi organici in grado di differenziare le diverse tipologie di prodotti in commercio, ma soprattutto analizzare i giochi multiplayer - quelli più in voga oggi - che incoraggiano la cooperazione tra individui sviluppando strategie linguistiche e socializzanti tramite il supporto di microfoni e cuffie. 

Negli ultimi anni, quindi, si sono diffusi i primi approcci accademici in merito a questo fenomeno, per studiarne le dinamiche e scoprire quali sono gli effetti che coinvolgono miliardi di soggetti al mondo. Per fortuna, i primi risultati di questi studi sono incoraggianti e sconvolgono le vecchie idee che vedono il videogioco come nemico della crescita emotiva e della salute mentale di giovani e adulti. A quanto pare, i nuovi giochi multiplayer, ricchi di contenuti storici e culturali, non sono solo in grado di migliorare le competenze settoriali, ma anche di accrescere lo stato di salute generale della persona. 

Videogiochi e quarantena per aiutare la salute 

Se solo pochi anni fa, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) aveva indicato nei videogiochi una delle cause di dipendenza e disordine mentale, oggi, la stessa OMS, ha dovuto dichiarare che i nuovi videogiochi sono diventati una sana e utile terapia soprattutto durante la quarantena, poiché aiutano a mantenere un sano equilibrio psichico, favorendo la socializzazione e il mantenimento del distanziamento sociale.

La causa di questo cambio di tendenza dell'OMS non è da attribuire solo al Covid-19, ma anche a studi accademici che hanno dimostrato il potere terapeutico dei videogiochi durante la quarantena. I videogiochi sono diventati, quindi, uno strumento utile per combattere il virus, ma al tempo stesso anche elemento di prevenzione da utilizzare per mantenere uno stato di salute psichico e sociale ottimale nella popolazione.

Allo stesso modo dei giochi casalinghi su consolle, si auspica, appena post pandemia, un ritorno a quelle che sono state il luogo principale di socializzazione negli anni passati, le salette da gioco: il potere terapeutico del gioco è, infatti, amplificato nel momento stesso in cui questo è condiviso anche di persona, davanti a biliardini, cabinati e flipper. In merito, l’azienda catanese di  luxurygames.it invita i gestori di sale giochi a diffondere la consapevolezza di un intrattenimento che sia anche sano.

Ciò che più stupisce è che si è passati in pochissimo tempo dal demonizzare l'uso dei videogiochi a incentivarli, incoraggiando gli utenti non solo a giocare ma anche a sviluppare nuovi giochi, come ha fatto di recente la famosa casa di produzione Unity. 

Videogiochi toccasana per la salute

Dalle conferme dell'OMS si è visto come il pensiero nei riguardi dei videogiochi sia radicalmente e drasticamente cambiato. Ciò sta a dimostrare che non solo i videogiochi non fanno male, ma addirittura possono avere un effetto benefico. 

A dimostrarlo ci ha pensato l'Università di Oxford in uno studio accademico sulla fruizione di due giochi di successo, Nintendo Animal Crossing e Plants vs Zombies battle for Neighborville. La ricerca ha dimostrato come i giocatori, dopo lunghe sessioni di gioco, riescano a esperire un senso di maggiore benessere che si riscontra in una forte riduzione dello stress e delle meccaniche mentali negative. Lo studio di Oxford è probabilmente il primo al mondo a documentare questi risultati. 

Il coordinatore della ricerca, Andrew Przybylski, è sicuro che uno studio condotto attraverso il metodo scientifico sia in grado di fornire dei dati sensibili per le istituzioni di natura socio-sanitaria. Proprio per questo motivo, istituti come l'OMS hanno finalmente dichiarato quanto l'uso dei videogiochi possa essere di fondamentale aiuto per la salute, soprattutto durante un periodo di quarantena. Sempre più istituzioni sanitarie si stanno moderatamente avvicinando a questo ecosistema, autorizzando i videogiochi a scopo curativo.

Giochi online e multiplayer: i migliori per aiutare la socializzazione

Ovviamente, questi studi non possono essere adattati a tutti i titoli videoludici del momento, poiché ogni tipologia andrebbe studiata nella maniera analoga, con particolare attenzione e rigore scientifico. In generale, però, si è portati a pensare che tutti i giochi che incentivino l'utilizzo di cuffie e microfoni, quindi quelli multiplayer, siano adatti a fortificare le strutture sociali, aiutando anche a migliorare lo stato di benessere. 

Ciò vale non solo per gli adolescenti, ma anche per gli adulti, che possono trovare nuovi strumenti per passare il tempo e socializzare. Sono tanti i giochi che permettono quest'interazione: dai classici giochi da tavolo riportati online, come il Monopoly o Uno, fino a giochi più elaborati e dinamici, come gli sparatutto GTA V, Fortnite, Call of Duty o Apex, solo per citarne alcuni. Tutti questi giochi hanno la stessa capacità di creare cooperazione tra gli individui. Nel momento in cui si indossano le cuffie e gli auricolari, non ci si sta più estraniando dalla realtà, poiché gli altri utenti sono reali. 

Utilizzare i giochi multiplayer, si è visto, è uno strumento eccezionale per favorire la socializzazione tra le persone. Si creano momenti in cui si può ridere, scherzare, aiutarsi a vicenda e fare squadra. Ovviamente, come ogni fenomeno sociale, va ancora studiato - soprattutto tra gli adolescenti - quanto questi giochi possano favorire anche l'aumento di atti di bullismo. In generale, però, oggi si può considerare il mondo dei videogiochi come una valvola di sfogo in grado di allentare lo stress e unire le persone a distanza. È ora di abbandonare la vecchia concezione catastrofica dei videogiochi a favore di una che li vede amici della salute e del benessere psichico e sociale.

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