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Caso Wind Jet – Alitalia: allarme monopolio traffico aereo

Tra le ipotesi, sull'operazione di fusione, Pulvirenti potrebbe diventare socio di Alitalia in cambio della flotta di 12 aerei e di un bacino di 2,8 milioni di passeggeri Wind Jet

Come  anticipato è stata avviata la procedura di integrazione tra la compagnia siciliana Wind Jet, nata nove anni fa, e l’Alitalia.

Il momento è difficile per tutti i settori e lo ammette la stessa compagnia che in una nota fa sapere che “le compagnie puntano all’integrazione industriale con l’obiettivo del consolidamento per affrontare il mercato del trasporto aereo che sta mettendo a dura prova big come Air France e American Airlines e che, in Italia, ha spazzato via Lufthansa Italia e piccoli vettori da Myair a AirAlps, a Alpi Eagles, a Livingston che hanno portato i libri in tribunale”.

I dettagli dell’operazione non sono stati ancora resi noti, anche se si parla di uno scambio azionario, tanto che Pulvirenti potrebbe diventare socio di Alitalia. In cambio Wind Jet porterà in dote una flotta di 12 aerei e un bacino potenziale di 2,8 milioni di passeggeri.

Perplessità e preoccupazione tra i lavoratori della Wind Jet, che aspettano notizie sul loro futuro. Al momento non si sa, ancora, se l’integrazione determinerà tagli al personale o accorpamenti. Sembra che l’operazione sia stata gestita direttamente dall’azionista senza passare dal reparto commerciale e marketing dell’azienda.

Agitati, anche, i passeggeri siciliani poiché il rischio di questa “fusione” è che in Italia si torni a una sorta di monopolio dal momento che, tolte Wind Jet e Blu Panorama dal mercato, in pista rimarrebbe soltanto Meridiana.

Le associazioni dei consumatori si sono già appellate all’Autorità garante della concorrenza e del mercato che da qualche mese è guidata dal palermitano Giovanni Pitruzzella.

Scettico sull’operazione è invece un altro siciliano, Vito Riggio , presidente dell’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile). “L’Enac non è stata informata di questa operazione”, dichiara Riggio. Che aggiunge: “Pertanto abbiamo già scritto ad Alitalia per avere delle delucidazioni. Di certo questa è materia dell’Antitrust, ma negli ultimi anni l’Enac ha fatto piazza pulita delle compagnie che non avevano le carte in regola per stare sul mercato”. “Da siciliano – prosegue – mi auguro che Alitalia mantenga un vettore low-cost, altrimenti sarebbe un aggravio pesante sui costi del Mezzogiorno”.

 

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