Antonello Venditti si racconta a Catania con "Ritorno al futuro"

Pianoforte, tappeti, tavoli bassi con sopra libri e lampade. Due divani in pelle che simulano il salotto dove Venditti accoglie i suoi ospiti per dar vita alla lunghissima "chiacchierata" che ha reso nostalgici i non più tanto giovani

Sabato scorso, spente le luci del teatro Metropolitan, si illuminano le tante lampade che arricchiscono un salotto musicale. Pianoforte, tappeti, tavoli bassi con sopra libri e lampade. Due divani in pelle per accogliere gli "ospiti" di Antonello Venditti e dare vita alla lunghissima ”chiacchierata” che ha reso nostalgici i non più tanto giovani.

Entra in scena, jeans, camicia nera e i suoi inconfondibili occhiali, con in mano un cappello e inizia a raccontarsi. Figlio di una professoressa di latino e greco e di un padre anarchico che ha fatto la guerra, cresciuto con accanto la figura di una nonna religiosissima che lo portava tutte le domeniche alla Messa, il piccolo Antonello, che pesava 95 Kg, immaginava di uccidere la madre con il triciclo.

"Ritorno al futuro" non è stato un normale concerto ma una sorta di antologia della vita dell’artista. Il live, per festeggiare i suoi 65 anni di età e i 45 di carriera di successi, si è subito presentato come un concerto teatrale in cui ogni brano veniva raccontato nei minimi dettagli dando vita ad uno excursus degli anni ’70 e ’80.

Ad alcuni spettatori che avrebbero voluto solo sentirlo cantare e gli urlano di farlo, Antonello risponde che il suo spettacolo è reso teatrale di proposito: "Se qualcuno vuole solo ascoltare musica è invitato ad andare a comprare un CD ed ascoltarlo comodamente a casa".

Non sono rimasti, certo, delusi coloro che amano il Venditti delle primissime canzoni d’origine come “Theorius campus” e “L’orso bruno”, fino a toccare l’apice con “Roma Capoccia”,”Lilly”, “Marta”, “Sara”, “Modena”,”Giulio Cesare” che Antonello ha intonato al pianoforte con la sua inimitabile voce.

Quasi a metà concerto ha fatto irruzione la sua band, invitando alcune donne del pubblico a salire sul palco e accomodarsi sui divani e sui tappeti rendendo tutto molto interattivo. Chiude il concerto la celebre canzone dedicata alla ex moglie, Simona Izzo, “Ricordati di me”. E’ l’una e venti circa e "si spengono le luci qui sul palco".

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