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Lunedì, 17 Giugno 2024
Sinfonica

Teatro Massimo Bellini, dedicato a Respighi: sul podio Fabrizio Maria Carminati

Per la stagione sinfonica del "Bellini" il maestro bergamasco dirige un programma sinfonico monografico incentrato su un compositore del grande novecento italiano

Al Teatro Massimo Bellini, sabato 15 aprile alle ore 20,30 e domenica 16 alle 17,30, per la stagione di concerti, il maestro Fabrizio Maria Carminati dirige un programma sinfonico monografico incentrato su Ottorino Respighi, un compositore del grande novecento italiano, di cui verranno proposte tre creazioni: Vetrate di chiesa, Impressioni brasiliane, I pini di Roma.

In Vetrate di chiesa, sottotitolo “Quattro impressioni sinfoniche per orchestra”, si conferma la spiccata predilezione del compositore per le forme e i modi della musica antica. Si pensi, in primis, al canto gregoriano, fonte ispiratrice anche di questa suite, frutto della revisione e trascrizione per grande orchestra di tre pezzi per pianoforte, mentre il quarto movimento è stato composto ex-novo. Il lavoro venne eseguito per la prima volta il 25 febbraio 1927 alla Symphony Hall di Boston con l’orchestra diretta da Sergej Kusevitzkij.

Alle origini di  Impressioni brasiliane sono invece le emozioni provate durante un soggiorno in Brasile insieme alla moglie Elsa. Respighi aveva dunque promesso ai dirigenti della Filarmonica di Rio di comporre una suite orchestrale ispirata  alla tradizione musicale della nazione sudamericana. Diede perciò vita a tre dei cinque brani previsiti, un trittico eseguito in prima assoluta al Teatro Municipale di San Paolo il 6 giugno 1928. Se  i primi due movimenti, Notte tropicale e Butantan, sono attraversati da un senso di mistero, ecco che il terzo, Canzone e Danza, è  un omaggio alle radici latine dei suoni popolari  del Brasile, con frammenti di melodie e danze sensuali. Butantan è in particolare il nome dell’istituto di ricerche biomediche di San Paolo e i fiati evocano i movimenti sinuosi dei serpenti velenosi utilizzati per la produzione di siero medicinale. Il vivace Canzone e Danza   si conclude a ritmo di Samba, tipico  alla musica brasileira.

Non hanno bisogno di presentazioni I pini di Roma, uno dei capolavori che compongono la  cosiddetta "trilogia romana", che include appunto anche Le fontane di Roma Feste romane. Ciascun movimento descrive l'ubicazione nella capitale  di un gruppo di pini, nel corso delle ore della giornata. Il debutto ebbe luogo al Teatro Augusteo di Roma  il 14 dicembre 1924, direttore Bernardino Molinari. La prima americana è  del 14 gennaio 1926, sul podio Arturo Toscanini, al suo esordio con la New York Philharmonic. Toscanini avrebbe diretto lo stesso brano nel concerto di commiato dall’Orchestra nel 1945.  

Il primo movimento,  "I pini di Villa Borghese", ritrae i bambini rumorosi che giocano ai soldati e marciano nella pineta. Il secondo, "Pini presso una catacomba" è  - come è  stato scritto - una “nenia maestosa” che descrive  una pineta nei pressi di un rudere classico nella campagna della città  eterna. Il terzo, "I pini del Gianicolo", è  ambientato di notte, presso il tempio di Giano sul colle che prende il nome dal dio bifronte, la cui porta si  spalanca come nel mito, per segnare l'inizio di un nuovo anno. Respighi, non era mai accaduto, utilizza qui il canto di un usignolo per dare un tocco di vita reale. La registrazione venne realizzata su un fonografo Brunswick Panatrope. L'ultima sezione, "I pini della via Appia", descrive  gli alberi lungo l'antica via consolare, sulla quale marcia all’alba una legione sotto i cui passi trema la terra. Il compositore impiega la buccina, antica tromba oggi sostituita dal flicorno. Il brano si conclude proprio  con un trionfo delle trombe mentre i legionari approdano sul Campidoglio. Info: teatromassimobellini.it

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