A cena con Andy Luotto: cuoco, attore e scrittore

Agli ospiti de L'Osteria di Cantine Nicosia, il cuoco Andy Luotto ha regalato un menu interamente dominato dai sapori dell'autunno e del nostro territorio perchè, come lui stesso spiega, "quando si viene a cucinare in Sicilia, non è cosa facile. La materia prima è straordinaria. Nascere qui è un miracolo"

Lo conosciamo per le "stupidaggini meravigliose fatte in televisione", come le definisce lui stesso. E' stato lo stralunato protagonista dell’Altra Domenica, Quelli della notte e di altri programmi firmati Renzo Arbore (nonchè del film il Pap’Occhio), autore e protagonista di format televisivi per tv digitali e siti Web (Stream, Sky, Gambero Rosso, Alice). Ma il vero amore di Andrè Paul Luotto, in arte Andy Luotto, è la cucina, sin dagli anni dell'infanzia e della prima adolescenza vissuta a New York, sua città natale, e poi coltivata in Italia, paese di origine, e in giro per il mondo.

Una vita avventurosa che lo ha portato, dopo una laurea in Comunicazione e Sociologia all’Università di Boston nel 1969, a diplomarsi cuoco nel 1981 all'Istituto Alberghiero di Castellana Grotte, sotto la guida del Cav. Angelo Consoli, presidente dell’Unione Cuochi Italiani.

Lo scorso 18 ottobre con "Uno spettacolo di cena" presso Cantine Nicosia si è fatto apprezzare come un bravissimo cuoco. Lo abbiamo incontrato ad inizio serata in cucina, intento a tagliare personalmente le mele dell'Etna che avrebbero profumato una pancetta con cotica e mosto cotto.

Ma come nasce questa passione per la cucina? "Mi venne a casa di mio padre un intellettuale che si occupava di sottotitolaggio e doppiaggio - risponde - Cenava nel salone con i suoi clienti e amici del mondo del Cinema come Fellini, Visconti, Damiani, Zeffirelli, Mastroianni, e io allora quindicenne, preferivo mangiare con la servitù in cucina. Una sera mentre facevo la scarpetta con un boccone di pane al centro del pentolino, la governate Maria Illuminati, a cui dedicai il mio primo libro, mi fermò. Mi disse: non intingere il pezzetto di pane al centro del pentolino, fallo ai bordi che il sugo è molto più buono! Questa signora sapeva fare il sugo, ne riconosceva il sapore e lo condivideva con gli altri. Capii allora che quello sarebbe stato il mio mestiere per sempre".

Agli ospiti de L'Osteria di Cantine Nicosia, il cuoco Andy Luotto ha regalato un menu interamente dominato dai sapori dell'autunno e del nostro territorio perchè, come lui stesso spiega, "quando si viene a cucinare in Sicilia, non è cosa facile. La materia prima è straordinaria. Nascere qui è un miracolo". 

Dalle castagne ai funghi porcini, dalla zucca alle mele autoctene dell'Etna, dai fichi d'India alle carrube, "Uno spettacolo di cena", rispettosa del territorio e delle tradizioni.

Un benvenuto con culatello di suino nero e gnocco fritto, l'entrèe dell'Osteria a cura dello chef Giuseppe Nicotra e l'arancinetto alle nocciole dell'Etna. A seguire, lo sformatino di zucca e castagne allo zafferano su fonduta di Piacentino e fichi d'India. Gnocchi ai porcini dell'Etna, guanciale di suino nero e tartudo siciliano su crema di formaggio leggero. Pancetta con cotica, mele, pere e agrumi servita con mosto cotto. Piccolo cartocco di verdure miste. Come dolce, pera "spinella" al profumo di cannella e mosto cotto di nerello mascalese con gelato alla carrubba.

Il tutto accompagnato dai vini Tenute Nicosia, espressione autentica delle varietà tipiche della Sicilia Sud Orientale. Tra le etichette in degustazione anche l'Etna bianco 2016 della selezione bio Fondo Filara, premiato con i Tre Bicchieri Gambero rosso dalla guida Vini d'Italia 2018. Ad introdurre ogni piatto, il giornalista enogastronomico Nino Aiello che, tra una chiacchiera e un'altra ha presentato l'ultimo libro di Luotto "Anche i vegani fanno la scarpetta".

"Un libro del genere - spiega - si fa solo per l’amore di un figlio. Ho un figlio atleta che è diventato vegano. Ho visto che mangiava male, dei papponi praticamente, e ho cominciato a cucinare per lui divertendomi. Poi mi è venuta una folgorazione, ho pensato che metà della cucina italiana è comunque vegana. Il piatto più buono, lo spaghetto al pomodoro, è vegano. Basta affidarsi alle istruzioni che vengono dall’alto ovvero prendi quello che il buon Dio offre in natura".

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