“Flora, fioriscono i ricami”, presentata la collezione sposa di Marco Strano

Eleganza disincantata e naturale, valorizzata ancora di più dagli affreschi liberty, dai preziosi dipinti e arredamenti rococò di quello che è uno dei più antichi e suggestivi edifici nobiliari di Catania, il palazzo Manganelli

Marco Strano sceglie i magnifici saloni dello storico palazzo Manganelli di Catania per presentare la sua ultima collezione sposa "Flora". Un elogio ai fiori e alla loro effimera bellezza. Una vera "ode all’etereo".

Eleganza disincantata e naturale, valorizzata ancora di più dagli affreschi liberty, dai preziosi dipinti e arredamenti rococò di quello che è uno dei più antichi e suggestivi edifici nobiliari di Catania. In sottofondo, dj set a cura di Sarah Spampinato che ha ricreato un'atmosfera unica dal sapore retrò-chic.

Tante le proposte. Dalle più classiche con pizzi e ricami, alle vaporose ma non eccessive forme architettoniche. Dagli abiti in stile boho a quelli con piglio romantico. E poi non mancano idee seducenti che puntano sulle trasparenze.

La corposità dei pizzi di cotone incontra la leggerezza delle garze di seta e delle velette. I ricami e i pizzi si intrecciano in totale armonia, addolciti dal rincorrersi di balzine e trine. Il tulle di seta e di cotone plissettato diventa protagonista di abiti morbidi e sinuosi, che sottolineano una femminilità romantica. Le gonne sono mosse da pieghe soffici, le ampiezze restano sempre contenute e leggere come corolle di papaveri.

Il risultato è una collezione leggera, elegante, di un'estetica rigorosa e sartoriale. Come precisa lo stesso stilista “ogni abito è realizzato interamente a mano per sottolineare l’amore per l’artigianalità". 

La collezione haute couture, invece, mixa broccato di seta con pizzi. Ecco che la classica proposta di cerimonia strizza l'occhio a nuove dimensioni e decorazioni glam. I fiori sono sempre i protagonisti nei ricami e nei disegni, creando ramage e decorazioni asimmetriche. La sperimentazione dei tessuti è il core della collezione 2017. Tessuti in seta pura provenienti da un setificio giapponese riproducono quadri, che rievocano le pennellate dei pittori macchiaioli ed impressionisti. Gli abiti sono decorati con fiori di chiffon tridimensionali con un imprinting che nasce dall'idea dell'ikebana giapponese. In passerella anche cappe dal sapore anni ’50 in una ricercata garza realizzata con la rafia. 

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A valorizzare ancora di più gli abiti in passerella, il makeup curato magistralmente da Orazio Tomarchio per “ La Truccheria Cherie” e l’hairstyle di Roberto Napoli per Compagnia della Bellezza. 
 

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