Il viaggio musicale e intimo di Mannarino incanta il Teatro Metropolitan

"Un concerto da seduti" per un pubblico molto concentrato. “L’Impero Crollerà” vuole far riflettere e non vuole far ballare. Gli strumenti sono l'inconfondibile voce calda, la chitarra, una piccola ma potente band di musicisti di altissimo livello e la splendida voce di Lavinia Mancusi

“L’Impero Crollerà” di Mannarino ha trasformato il Teatro Metropolitan in un salotto intimo, in uno spazio live di sperimentazione. Unica data in Sicilia, organizzata da Giuseppe Rapisarda Management, ha visto protagonista lo chansonnier romano in una dimensione immaginaria e distopica come quella che fa da sfondo a molte delle sue storie. 

Lo scorso 12 aprile, l'artista eclettico e coraggioso ha rafforzato ancora di più il suo legame con la Sicilia. Un teatro sold out. Una vera e proprio 'comunità' giunta da tutta l'isola per ascoltarlo. Un pubblico attento che ha raccolto l'invito del cantautore, illuminato solo da un fascio di luce, a non cedere alla dipendenza da social. "Lasciate stare i telefonini e vivetevi questa realtà". Sono state le sue prime parole a luci spente. E poi voce e chitarra hanno da subito regalato ai presenti le giuste vibrazioni per lasciarsi andare nel suo "impero".

Impero inteso come simbolo, come metafora. "Qualunque sia il tuo impero, qualsiasi nome abbia, ovunque si trovi deve esistere da qualche parte un suono che lo farà crollare". Così Mannarino ha spiegato il suo ultimo lavoro.

"Un concerto da seduti" per un pubblico molto concentrato. “L’Impero Crollerà” vuole far riflettere e anche un po' vuole far ballare. Gli strumenti sono l'inconfondibile voce calda, la chitarra, una piccola ma potente band di musicisti di altissimo livello e la splendida voce di Lavinia Mancusi.

Le 16 canzoni della scaletta, tratte dai sui 4 album, hanno raccontato la disuguaglianza, all'ombra di una bandiera nera che sventola sul palco, emblema dell’impero che presto crollerà.

C'è spazio anche per un omaggio alla Sicilia con “Ultra Pharum”, il nuovo brano registrato con Samuel a bordo del Red Bull Studio Mobile e da pochi giorni distribuita su tutte le piattaforme digitali. È un brano nato in Sicilia. Samuel e Mannarino hanno trascorso qualche giorno a Castellammare del Golfo. A due passi dal mare e lontano dalle proprie abitudini i due artisti hanno cercato di trasferire nel pezzo le vibrazioni del posto che li ha accolti, a partire proprio dal titolo "Ultra Pharum" che hanno scoperto e scelto durante gli ultimi giorni di registrazione: il nome antico dell’Isola “oltre il faro”, utilizzato durante il Regno delle Due Sicilie per indicare la parte insulare del regno. Ed è proprio “oltre il faro” che, ancora oggi, si raccolgono infinite storie di migranti e viaggiatori, quella porta che unisce e separa l’Europa dall’Africa e che fa incontrare civiltà e popoli diversi che guardano allo stesso mare. Ed è da queste riflessioni che nasce il testo della canzone.

Con lo stesso spirito, per raccontare la Sicilia con gli occhi di chi la vede come la terra promessa, sono state coinvolte nel progetto le persone incontrate sul posto durante la registrazione: dalla voce francese della cantante siciliana Benedetta di Pasquale, al coro senegalese “La mano di Francesco” passando per le numerose comparse locali che in quei giorni hanno frequentato lo studio mobile e che appariranno la prossima settimana nel videoclip girato in Sicilia che ha interpretato perfettamente i temi del brano: una storia che è la narrazione di un incontro tra diversità, ognuna con il proprio linguaggio e la propria ricchezza. 

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