Inaugurata la mostra "Omaggio a Catania" di Jean Calogero

Una passeggiata nei luoghi nevralgici della città natale. Una camminata tra le vie, gli scorci, le piazze e le persone immaginate e amate nell’arco della vita

Una passeggiata nei luoghi nevralgici della città natale. Una camminata tra le vie, gli scorci, le piazze e le persone immaginate e amate nell’arco della vita. C’è tutto l’amore dell’artista per la propria terra, le proprie radici e la propria città in “Omaggio a Catania”, l’attesissima mostra delle opere del grande Jean Calogero in programma dal 23 novembre 2019 al 19 gennaio 2020 alla GAM, presso l’ex Monastero di Santa Chiara, a Catania. L’esposizione, curata dall’archivio Jean Calogero e, in particolare da Luigi Nicolosi, direttore artistico, vede come protagonista assoluta la città etnea, i suoi angoli, i suoi dintorni: un’esigenza dei curatori dell’archivio storico ma anche di una comunità che, dopo nove anni, torna ad ammirare il Maestro, che la critica ha incoronato tra i maggiori esponenti del Novecento in pittura. Un omaggio a Catania che è nel contempo omaggio a chi ha fatto grande il nome della città etnea pur costretto ad abbandonarla da giovanissimo. Calogero, infatti, si afferma nel panorama internazionale dopo la consacrazione parigina.

 È la capitale francese, fulcro di ogni afflato culturale del periodo, a rendere Calogero quel grande artista che tutto il mondo conosce, per quanto sia la città natale, Catania appunto, il luogo prescelto dall’artista per godere del meritato successo, circondato dall’affetto dei suoi cari. L’artista immortala la sua città, la sua gente, le feste e i suoi scorci, in un gioco cromatico che affianca, ai colori accesi usati dal pittore per evidenziare le sue figure, scale di grigi che ricordano la genesi lavica del territorio etneo e la bicromia tipica di Catania. 22 i dipinti in mostra, insieme a 15 chine e 10 opere realizzate con tecniche miste, proietteranno il visitatore in uno spazio familiare sebbene immortalato in un tempo indefinito. Calogero interpreta con il suo usuale effetto scenografico la sua Catania, che appare come generata da un sogno architettonico, ma con una corrispondenza tangibile, ricca della sua cromatica poesia e di una riconosciuta personalità stilistica e pittorica. Il Teatro Massimo, la Festa di sant’Agata, la stazione, piazza Stesicoro, il Fortino, e ancora la costa di Aci Castello, suggestioni di Taormina, il Castello Ursino: una passeggiata nella memoria di Calogero. “L’onore del dono è nostro - commenta Luigi Nicolosi: omaggiamo la memoria di Calogero dando la possibilità a tutti di ammirare l’opera del Maestro, custodita in una casa comune, come abbiamo già fatto ad Aci Castello con Casa Calogero. La mostra poi, che vede tutti insieme per la prima volta i dipinti, i disegni e le tempere su Catania, ritrovate nelle carpette del Maestro conservate dall’archivio, non poteva che essere organizzata nella città etnea”. Un tesoro vero e proprio, quello ritrovato dagli eredi alla morte del pittore, nel 2001. Pannelli, disegni preparatori e appunti, insieme a testimonianze uniche di un’epoca che ha visto la Sicilia fucina di intellettuali. Tra cui il grande Leonardo Sciascia, che convinse Calogero a riprendere i rapporti con critici e galleristi italiani e siciliani. Si deve alle insistenze dello scrittore la decisione del Maestro di esporre con più frequenza in Italia: un carteggio ritrovato che evidenzia tutta l’umanità dell’artista e, nel contempo, ricostruisce scorci di memoria collettiva.

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