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Una mostra per ricordare Turi Ferro a 20 anni dalla sua scomparsa

La mostra lo racconta dagli inizi fino all'ultima esibizione e tornerà visitabile con la Sicilia in zona gialla, presso il palazzo della Cultura di Catania

Si concludono in questi giorni, in coincidenza con i vent'anni dalla morte di Turi Ferro l'11 maggio 2001, i quattro mesi di celebrazioni per i cento anni dalla sua nascita, caduti il 10 gennaio scorso, con spettacoli, pubblicazioni e la mostra ''Turi Ferro e il Teatro Stabile di Catania, Storia di un amore'', coordinate e promosse, assieme all'Università, all'Istituto di storia dello Spettacolo Siciliano e alla Fondazione Turi Ferro, dal Teatro Stabile della sua Catania, di cui l'attore è stato il simbolo e l'anima per oltre 40 anni.

L' attore dalle radici siciliane, è stato soprattutto pirandelliano in modo esemplare, riuscendo a riunire le sue qualità comiche con quelle alte e drammatiche. Salvatore Ferro, detto Turi, cominciò a recitare giovanissimo, al teatro Coppola di Catania, nella compagnia filodrammatica del padre Guglielmo Ferro e accanto a un altro Guglielmo, suo figlio che porta il nome del nonno, concluderà la carriera facendogli firmare le regie degli ultimi spettacoli, tra cui una 'Tempesta' shakespeariana in cui oramai ottantenne era un magico Prospero. La mostra lo racconta dagli inizi fino all'ultima esibizione e tornerà visitabile con la Sicilia in zona gialla, riallestita al palazzo della Cultura di Catania per la stagione estiva dello Stabile, con foto, video e documenti d'epoca, a cura di Sarah e Enzo Zappulla.

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