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Mobilità elettrica in Sicilia, presentato "Green mobility project"

La Sibeg, società che dal 1960 produce, imbottiglia e distribuisce tutti i prodotti a marchio The Coca-Cola Company, sarà la prima azienda in Europa a dotarsi di 100 auto full electric Citroën C-Zero per i suoi 100 addetti vendite, sostituendo interamente quelle endotermiche attualmente in uso

La Sibeg, società che dal 1960 produce, imbottiglia e distribuisce tutti i prodotti a marchio The Coca-Cola Company, sarà la prima azienda in Europa a dotarsi di 100 auto full electric Citroën C-Zero per i suoi 100 addetti vendite, sostituendo interamente quelle endotermiche attualmente in uso.

Questo consentirà di ridurre in un anno 330 tonnellate di emissioni di CO2, pari alla quantità assorbita da 24.750 alberi. L'iniziativa della Sibeg, all'ottavo posto tra le aziende produttrici di bevande analcoliche in Italia e tra le top 50 aziende siciliane per ricavi nelle vendite e numero di dipendenti, è sostenuta economicamente e interamente dall'azienda con un investimento di 2,4 milioni di euro per il primo triennio.

Il "Mobility Green Project" è stato presentato nello stabilimento di Catania durante una conferenza stampa patrocinata dal Ministero dell'Ambiente, alla presenza dall'amministratore delegato di Sibeg Luca Busi. Vi hanno preso parte, tra gli altri, l'assessore alle infrastrutture della Regione Siciliana Giovanni Pizzo, il direttore del marchio Citroen Angelo Simone, il responsabile mercato Italia di Enel Nicola Lanzetta ed il sindaco di Catania Enzo Bianco.

Sibeg sarà la prima azienda in Europa a dotare la sua Field Force di 100 auto full electric Citroën C–Zero per i suoi 100 sales executive, sostituendo interamente quelle endotermiche attualmente in uso. Una vera e propria operazione-pilota per il sistema Coca-Cola e per il mercato di riferimento, che consentirà di ridurre in un anno 330 tonnellate di emissioni di CO2, pari alla quantità assorbita da 24.750 alberi: i dati mostrano i vantaggi ambientali legati all’e-mobility, un settore che in Sicilia stenta ancora a decollare (i dati emissivi sono stati verificati da LRQA Italy S.r.l. come documentato nell’Assurance Statement LRC0121094/0097 del 15/05/2015). L’iniziativa firmata “Sibeg” prevede anche un investimento sul territorio e per il territorio, grazie a una partnership con Enel Energia che fornirà le infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici con 50 colonnine (che consentiranno di fare il pieno in 4,5 ore), installate per la maggior parte nelle aree di sosta dei punti vendita della grande distribuzione, dislocate su tutta l’Isola e accessibili al pubblico. L’investimento prevede inoltre anche il posizionamento di 7 punti di ricarica veloce (che consentiranno di fare il pieno in 25 minuti).

«Guidare elettrico – sottolinea Busi – è altamente performante e consente di fare un’esperienza realmente nuova: grazie alla sua struttura leggera, l’auto green è scattante nell’accelerazione pur mantenendo un’ottima tenuta di strada; è pratica e spaziosa; senza rumori o vibrazioni consente di viaggiare in sicurezza con un comfort superiore ai veicoli tradizionali. Inoltre, è possibile percorrere 135 km al costo di un caffè: una scelta economica, divertente e sempre più accessibile, a emissioni zero». «I principali progetti europei di mobilità alternativa – spiega Luca Busi – partono dallo studio e dalla mappatura della rete dei punti di ricarica delle auto elettriche, che attualmente in Italia, tra pubblico e privato, sono 651, di cui soltanto 9 in Sicilia. Nel nostro caso, è stato esattamente il contrario: abbiamo pertanto previsto, a nostre spese, l’installazione di 57 colonnine, dotando la nostra regione di un’infrastruttura che mancava con un’incidenza dell’8% sul territorio nazionale. Quest’operazione – che speriamo rappresenti solo il primo passo di un percorso che le istituzioni intraprenderanno - assume un alto valore perché si pone tra gli obiettivi la mobilità a emissioni zero in un'isola dal prezioso valore naturalistico e dalla forte vocazione turistica: un progetto-pilota che speriamo possa diventare esempio per molte altre realtà del nostro territorio, ma anche per l'intera Unione Europea». 

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