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Scomparsa di Mariella Cimò: i nipoti chiedono chiarezza a Quartogrado

I nipoti, durante la trasmissione di Salvo Sottile, chiedono una svolta nelle indagini, facendo luce sulle strane dinamiche raccontate dal marito della Cimò, indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere

Le speranze di rivedere Mariella Cimò sono sempre meno, considerata pure la scarsa collaborazione di Salvatore Di Grazia, marito della 72enne siciliana. Sono i nipoti, praticamente isolati, a chiedere una svolta nelle indagini, facendo luce sulle strane dinamiche raccontate dal marito della Cimò, indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere: gli esami effettuati all'interno della casa hanno avuto esito negativo, ma i sospetti sull'uomo sono aumentati dal momento in cui è venuto fuori il filmato della grande tinozza trasportata dal Di Grazia proprio nelle ore incriminate.

Infuriati per le ricostruzioni fornite dal coniuge di Mariella, i nipoti hanno smentito ancora una volta la teoria dell'allontanamento volontario, a loro avviso impossibile per una donna anziana e peraltro non in perfetta forma fisica (per fuggire avrebbe dovuto fare un lungo e difficoltoso percorso, ma questa è la tesi sostenuta dal marito). La battaglia per la verità, per quanto dura e piena di ostacoli, continua ad impegnare queste persone, private forse della speranza ma non della voglia di giustizia.

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