Allagamenti, amministrazione Pogliese dispone un piano per ridurre i rischi

Al vaglio una progettualità coordinata sulle reti fognarie, uniforme a tutti i comuni della prima cintura pedemontana della zona metropolitana

Ridurre il rischio di allagamenti in città con una progettualità coordinata di attuazione delle reti fognarie, uniforme a tutti i comuni della prima cintura pedemontana della zona metropolitana, Catania capofila. E' quanto prevede la deliberazione che la giunta Pogliese, su proposta dell’assessore ai lavori pubblici Pippo Arcidiacono, ha approvato sulla base di specifici decreti dell'assessorato regionale al Territorio e ambiente,  per scongiurare il rischio idraulico dovuto anche al frequente fenomeno delle precipitazioni concentrate in un arco di tempo molto breve.


La formulazione di indirizzo politico dell’amministrazione comunale autorizza il direttore della direzione Lavori pubblici e Infrastrutture a instradare gli atti necessari alla realizzazione di opere di "mitigazione" del rischio attraverso una progettualità univoca per tutti i comuni di Mascalucia, Gravina di Catania, Sant'Agata li Battiati, Tremestieri Etneo, San Giovanni La Punta, San Gregorio. In particolare per gli interventi di collegamento della rete fognaria pluviale del comprensorio al canale di gronda cittadino.

"La strategia unitaria, in linea con il piano di attuazione della rete fognaria di Catania - ha detto il sindaco Pogliese - è fondamentale per l'accesso a fonti di finanziamento statali, regionali e comunitarie finalizzate alla realizzazione di infrastrutture pluviali a difesa della popolazione che vive in aree a rischio alluvione".


Il Parf (piano di attuazione della rete fognaria) di Catania, approvato con decreto dell'assessorato regionale del Territorio e ambiente nel 1988, ha previsto le principali reti fognarie a servizio della città, compresi i collettori pluviali, nell'ambito di un sistema di protezione delle aree urbane poste a valle dei comuni pedemontani. Con successivi decreti, l'assessorato regionale ha identificato il comune di Catania quale capofila di tutto il sistema di regimentazione  delle acque pluviali, e ha approvato i Parf dei comuni limitrofi, compresi nel bacino di nord-est, tutti in aderenza al Piano di Catania, stabilendo punti di recapito e portate massime affluenti al collettore pluviale principale del capoluogo etneo detto canale di gronda.

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Nel corso degli anni l'amministrazione catanese ha realizzato il canale di gronda fino al limite del territorio di competenza, nei punti previsti per l'allaccio degli emissari finali della rete pluviale di ogni singolo comune limitrofo, ma la mancanza di collegamento con la rete fognaria delle altre realtà  del comprensorio ha determinato in occasione di forti piogge elevati flussi di acqua che hanno superato  le opere di presa stradali invadendo il centro cittadino di Catania, che riporta una pericolosità di livello P4 (molto elevata).

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