Amministrative, l'appoggio ad Abramo spacca Sinistra Italiana

L'endorsement sul candidato 'civico' Emiliano Abramo, spacca la piccola assemblea di Sinistra Italiana. Ed il circolo Teresa Mattei decide di non rinnovare la tessera, restando però nel progetto dei Cento passi

Si consuma un'altra frattura nelle micro-realtà della sinistra catanese. Dopo essersi divisi sulla probabile candidatura a sindaco di Niccolò Notarbartolo - poi ritirata dopo un'assemblea fratricida - un altro appoggio, quello al candidato 'civico' Emiliano Abramo, spacca la piccola assemblea di Sinistra Italiana. Ed è così che se una parte, trainata dal segretario Marcello Failla, ha deciso di supportare il segretario regionale della Comunità di Sant'Egidio, un'altra - rappresentata dal circolo Teresa Mattei - ha preso le distanze ed ha detto addio alla formazione guidata a livello nazionale da Nicola Fratoianni. Dichiarando di voler proseguire nell'esperienza dei Cento passi. Una lettera dai toni e dai contenuti durissimi spiega i motivi della decisione.

La lettera del circolo

"E’ con grande amarezza che, dopo lunga riflessione, gli iscritti al Circolo Teresa Mattei di Sinistra Italiana hanno deciso di non rinnovare l’iscrizione al partito - scrivono in una lunga lettera gli ex iscritti a SI - Assistiamo impotenti in questi giorni ad un ripiegamento delle posizioni di Sinistra Italiana Catania, ridotta ai minimi termini sia dal punto di vista degli iscritti e dei sostenitori, che dal punto di vista della attività politica e di lotta. Abbiamo preso atto che in occasione delle Amministrative nel capoluogo non solo non si riesce a dare forza ad un percorso di sinistra, ma si è deciso di appoggiare la candidatura di Emiliano Abramo, al suo esordio in politica".

"La candidatura di Abramo non può vederci d’accordo - continuano - essendo molto diverse la nostra storia e la visione politica (una per tutte la sua apertura alla destra cattolica),  e convinti che, oggi più che mai, sia necessario ed importante riconfermare i valori ed i contenuti della sinistra, che non sono superati, ma sempre più necessari"."Intendiamo dichiarare la nostra contrarietà a questo percorso - aggiungono - ancora una volta basato sul posizionamento strategico e non sulla condivisione di temi e lotte, come troppo spesso accaduto in Sinistra Italiana a tutti i livelli".

"Quello che ci aspettavamo - attaccano - e che non siamo riusciti a condurre a Catania, era una discussione interna ed una interazione esterna basata su temi e non su posizionamenti. Ci aspettavamo inoltre che non si discutesse solo delle elezioni di Catania città, ma che la nostra organizzazione desse segnali di interessamento anche a quello che succede negli altri 22 comuni interessati al voto. Ciò non è successo, e mette in rilievo un altro tema, relativo alla rappresentanza del partito a livello provinciale, il quale avrebbe dovuto essere gestito collegialmente da 6 compagni, nel frattempo in parte dimissionari e mai sostituiti, laddove invece di fatto la gestione è stata presa in carico da singoli componenti che hanno abusato del loro ruolo, autoproclamandosi ‘portavoce’".

"Le nostre sono storie di impegno sociale, di lotta e di proposta e male si conciliano con il mero presenzialismo, sia elettorale in liste civiche o civetta che in assemblee o tavoli politici. Vogliamo continuare comunque il nostro impegno politico e sociale per perseguire l’unità delle sinistre, missione originaria di Sinistra Italiana, e proseguiremo la nostra attività avendo aderito al percorso dei Centopassi".

A firmare il comunicato politico, sono Claudio Colletti, Tesoriere SI Catania, Antonio La Barbera, circolo SI Teresa Mattei, Rosanna Leotta, circolo SI Teresa Mattei, Giacomo Milazzo, circolo SI Teresa Mattei, Marinella Militti, circolo SI Teresa Mattei, Sebastiano Nicosia, circolo SI Teresa Mattei, Fulvia Privitera, componente assemblea regionale SI, Francesco Scirè, circolo SI Teresa Mattei, Enza Venezia, circolo SI Teresa Mattei.

L'appoggio ad Emiliano Abramo

Con un comunicato firmato come Sinistra Italiana Catania, la formazione aveva spiegato solo pochi giorni prima le ragione dell'appoggio al candidato civico.

"Le ormai imminenti elezioni comunali vedranno a Catania la ricandidatura del sindaco Bianco e di una compagine amministrativa che si è contraddistinta per il malgoverno e l’esplosione della questione morale e, dall’altro lato la destra affaristica, liberista e razzista, di cui è espressione il candidato a sindaco l’europarlamentare Salvo Pogliese, già rinviato a giudizio per peculato. La vera novità è la discesa in campo di una parte del mondo cattolico, deciso a liberarsi dalla subalternità nei confronti del PD e di Forza Italia e a riaffermare la piena autonomia in nome dei valori della lotta alla povertà e della solidarietà ai più deboli ed ai diseredati di ogni provenienza, che hanno contrassegnato la storia della comunità di S. Egidio e del suo presidente regionale Emiliano Abramo".

"Ciò apre quindi la possibilità anche a Catania di costruire un’ampia alleanza tra chi, su posizioni diverse, in questi anni si è battuto per la legalità, per la lotta alla mafia ed al malaffare e per l’attenzione agli ultimi, sempre più numerosi nella nostra realtà metropolitana.
Questo progetto può inverarsi solo abbandonando atteggiamenti di settarismo e di autoreferenzialità che hanno inaridito nel tempo il campo della sinistra catanese, troppo spesso intenta a rispecchiarsi ed a restringere sempre più il suo campo di azione. E’ il momento oggi di ambire a superare steccati che avvertiamo sempre più artificiosi, di costruire nella nostra città alleanze programmatiche in nome dei valori dell’ uguaglianza , della solidarietà e della difesa dei beni comuni".

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"Sinistra Italiana intende aprire un dialogo con Emiliano Abramo e quella parte del mondo cattolico che ne ha espresso la candidatura a sindaco, per costruire insieme un progetto che si impegni nella prossima sfida elettorale, ma che abbia un respiro di lunga durata e che accetti la sfida di riportare all’impegno la parte migliore della città, per rafforzare la democrazia e la partecipazione consapevole. Apriamo quindi un confronto sui programmi e sugli obiettivi comuni, per definire un disegno collettivo, di governo e di opposizione, che rimetta al centro il radicale rinnovamento della politica, i bisogni di quella parte della città che è in sofferenza , la lotta alla mafia ed al malaffare, la difesa dei beni comuni contro ogni mercificazione, per una città a misura di uomini, donne e bambini".

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