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Amministrative nel Catanese: il centrodestra delude a Caltagirone, sorpresa Mancuso ad Adrano

L'alleanza Pd e M5S dà soddisfazioni nella città del Calatino, mentre gli autonomisti festeggiano a Grammichele e si affermano ad Adrano portando al ballottaggio il favorito Pellegriti

L'analisi del voto dei Comuni di Grammichele, Giarre, Adrano, Caltagirone e Ramacca ci consegna un quadro composito e sfaccettato ma che parte da due dati "cardine". La vittoria netta dell'allenza Pd e M5S a Caltagirone con Fabio Roccuzzo e il "ruggito" degli autonomisti che hanno conquistato Grammichele, con Pippo Greco, e ottenuto un risultato considerevole ad Adrano con il navigato Fabio Mancuso che con due liste ha portato al ballottaggio il favorito Carmelo Pellegriti. 

A Caltagirone ad arrivare secondo è il centrodestra, guidato da Sergio Gruttadauria. Già consigliere e assessore e "uomo" di Marco Falcone aveva trovato l'unità del centrodestra al photofinish grazie anche al passo indietro dell'autonomista - nonché presidente del consiglio - Alparone. Ma il progetto, forse arrivato troppo tardi, non ha convinto gli elettori nonostante il quinquennio di Gino Ioppolo di Diventerà Bellissima. E proprio la lista del movimento del presidente della Regione non raggiunge neanche il 5%.

Ad Adrano è arrivata la "sorpresa" di un ballottaggio che riporta la palla al centro. A fronteggiarsi saranno Carmelo Pellegriti, sostenuto da una "corazzata" che vede insieme FdI, Udc, Quadrifoglio e civiche e Fabio Mancuso, già sindaco e politico di lungo corso. Il primo ha sfiorato il 40% utile per il primo turno, fermandosi al 39,14% mentre Mancuso, con le sue due liste civiche, è arrivato al 29.01%. Un risultato che premia gli autonomisti e che riapre la partita. Male in città Vincenzo Calambrogio che raccoglie il 10,64% nonostante l'arrivo di Conte e l'accoppiata giallorossa Pd e Movimento Cinque Stelle. Trionfo autonomista a Grammichele dove si impone Pippo Greco contro l'uscente Purpora. Anche quest'ultimo candidato aveva "beneficiato" dell'arrivo dell'ex presidente del consiglio e dell'alleanza tra dem e grillini ma non è stato riconfermato sindaco. 

Non è stato, invece, in discussione il risultato di Giarre. Leo Cantarella si è imposto con circa il 52% dei voti e dalla sua aveva l'appoggio della lista dei sammartiniani Quadrifoglio, di centrodestra "sovranista", e di civiche. Molto staccato il secondo: Leo Patané raggiunge il 22,42% dei voti mentre di rilievo il buon risultato di Patrizia Lionti che, in una prima fase, era stata indicata come candidata del centrodestra, salvo poi un ripensamento della coalizione. La Lionti ottiene il 9,41% dei voti, mentre Elia Torrisi il giovane candidato del Movimento si ferma al 7,56% e l'uscente D'Anna raccoglie l'8%, un risultato pesante per chi ha amministrato la città per 5 anni. Il centrosinistra vince a Ramacca con Nunzio Vitale, democratico e componente della Cgil, che stacca l'uscente Pippo Limoli. Quest'ultimo ha dato battaglia, staccando comunque il candidato di centrodestra Giuseppe Lanzafame.

Le varie forze politiche si prendono meriti e onori e guardano al futuro, cioè alle regionali. Pd e M5S esultano e Barbagallo, il segretario dem, e Cancelleri, sottosegretario pentastellato, sono raggianti. In casa centrodestra ci si lecca le ferite per Caltagirone ma si guarda con fiducia al futuro. Ci sarà da capire la forza delle Lega, "nascosta" dal quadrifoglio sammartiniano e che quindi non ha portato avanti il simbolo. La corsa verso la "conquista" della Regione è ancora lunga ma - questi risultati - indicano che l'alleanza Pd e M5S sembra ormai imprescindibile e che il voto autonomista, specie in Sicilia orientale, ha ancora un peso. 

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