Amministrative, Sammartino e D'Agostino potrebbero abbandonare Bianco

La batosta subìta dal Partito democratico e da tutte le forze della Sinistra, inizia a ridisegnare lo scacchiere delle alleanze anche alle pendici dell'Etna. E c'è chi guarda alle nuove formazioni civiche

Il risultato delle elezioni politiche nazionali, com'era prevedibile, ha segnato il solco per la nuova campagna elettorale in vista delle amministrative. In particolar modo, la batosta subita dal Partito democratico e da tutte le forze della Sinistra, inizia a ridisegnare lo scacchiere delle alleanze anche alle pendici dell'Etna. Con un riferimento nazionale del tutto stravolto, in cui centro-destra e Movimento Cinque Stelle dominano incontrastati, la figura di Enzo Bianco - per anni tenuta in considerazione per i suoi rinomati rapporti con gli ambienti romani - sembra ormai in caduta libera, e la sua candidatura appare oggi sempre meno certa. 

I deputati regionali

Come si inizia a sussurrare nei corridoi di Palazzo degli Elefanti, sarebbe già in atto una exit strategy da parte di due importanti 'colonne' regionali del Pd: l'area rappresentata da Luca Sammartino e quella di Nicola D'Agostino. Entrambi, fiutata l'area di disfatta e la sfiducia ormai certificata nei confronti dei cosiddetti partiti tradizionali, sembrerebbero infatti intenzionati a mollare il primo cittadino, puntando sulla 'ricetta' civica di Emiliano Abramo. Il segretario regionale della Comunità di Sant'Egidio, oggi candidato sindaco della lista E' Catania, avrebbe infatti già incassato l'endorsement di Sammartino e - secondo alcuni - la trasformazione in consiglio del gruppo di Catania Futura - espressione catanese della Sicilia Futura di Nicola D'Agostino e dell'ad di Sac Nico Torrisi - in lista civica potrebbe essere letto in tal senso. 

Le dichiarazioni di Abramo

Abramo, da parte sua, lo dice chiaramente: il sistema dei partiti è finito, è tempo di un'esperienza civica. "L’istantanea che emerge da questa tornata elettorale è impietosa - commenta il candidato all'indomani dello spoglio - gli italiani hanno scelto di rompere gli schemi politici tradizionali e votare per il 'cambiamento'. Il Movimento Cinque Stelle si avvia verso un chiaro risultato in Sicilia conquistando tutti i collegi uninominali. Dati, questi, che ci mostrano con evidenza la rottura con il vecchio sistema politico nella nostra Isola ma anche nella nostra città. Bisogna cambiare rotta e il nostro progetto civico oggi ha sempre più forza".

Il nervosismo dei 'bianchiani'

Il nervosismo, del resto, all'interno dei dem vicini a Bianco è palpabile. Con un comunicato stampa dai toni inusuali, un solitamente 'morbido' Lanfranco Zappalà, oggi peone di Enzo Bianco ma un tempo uomo di Forza Italia, ha attaccato duramente il candidato unico del centro-destra Salvo Pogliese. Colpevole soltanto di tirare acqua al suo mulino, interpretando il dato elettorale in modo positivo per la propria formazione. Ma, a prescindere dalla veemenza con la quale Zappalà ha bacchettato l'europarlamentare, è l'ultima parte della sua nota che denota l'inizio di una campagna all'insegna della tensione.

"Si apre una partita completamente diversa per le amministrative - scrive Zappalà - Noi mettiamo in campo la forza di 5 anni di buona amministrazione con il rilancio della città creato da Enzo Bianco, a partire dai 2,4 miliardi di finanziamenti già stanziati ed i cantieri aperti. I 5Stelle, i veri vincitori delle elezioni politiche, hanno il grande limite delle elezioni amministrative: anche alle politiche del 2013 furono, nella città di Catania, di gran lunga il primo partito con il 32%, mentre alle comunali pochi mesi dopo scesero addirittura al 4%, segno che con Bianco in campo gli equilibri sono completamente diversi". "E infine il terzo polo - conclude - è evidente che il vento di Centrodestra di cui Pogliese tanto si é vantato nei giorni scorsi e in cui sperava per fare liste competitive alle comunali è già inequivocabilmente evaporato con la sonora sconfitta nei collegi".

Gli addii in maggioranza

Ma non solo. Anche all'interno del Consiglio comunale è possibile assistere a continui smottamenti in maggioranza, soprattutto dopo l'annuncio da parte del consigliere Massimo Tempio di voler abbandonare e quindi destinare all'estinzione il gruppo di Primavera con Bianco, preferendo la creazione di una nuova realtà attenta alle circoscrizioni. I giochi, insomma, sono ancora aperti ma da una prima analisi dei movimenti quello di Enzo Bianco potrebbe essere un cavallo ritenuto perdente dai suoi stessi alleati.

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