Angelo Attaguile spacca il centro-destra: "Sarò il candidato sindaco della Lega"

Classe 1947, ex rappresentante storico della Democrazia Cristiana etnea, anima dell'Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo, già deputato della Lega Nord durante l'ultima presidente del Calcio Catania, Attaguile è oggi l'uomo forte di Matteo Salvini in Sicilia

La corsa per le amministrative catanesi si preannuncia più interessante del previsto: con una mossa fino ad oggi impensabile, forte del risultato nazionale, la Lega di Matteo Salvini 'spacca' l'appena rinnovata coalizione di centro-destra e presenta un suo candidato Sindaco nella città di Catania. A mettere in seria difficoltà l'autoproclamato candidato unico Salvo Pogliese sarà infatti il 'leghista del Sud' Angelo Attaguile. Classe 1947, ex rappresentante storico della Democrazia Cristiana etnea, anima dell'Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo, già deputato della Lega Nord durante l'ultima legislatura ed ex presidente del Calcio Catania, Attaguile è oggi l'uomo forte di Matteo Salvini in Sicilia e, soprattutto a Catania. Ed è proprio dal capoluogo etneo che Salvini ha deciso di mandare un segnale forte ai suoi alleati nazionali, primo su tutti Forza Italia, fortemente ridimensionata dall'esito delle urne durante l'ultimo appuntamento elettorale per il rinnovo del Parlamento nazionale. La sua, del resto, come spiega lo stesso Attaguile a CataniaToday, "non una è sfida personale a Pogliese, ma un momento di confronto".

Attaguile, ma è vero che si candida come Sindaco di Catania? 

"Quello che posso dire è che faremo una lista della Lega per le prossime amministrative. Molti mi hanno chiesto di metterci la faccia e, se mi si chiede questo impegno per la mia città, io sono pronto a farlo. Voglio subito dire che per me valgono i programmi piuttosto che le poltrone, ed è quindi giusto che in un momento diffcile come questo, la Lega che ha fatto bene sia in Sicilia che in campo nazionale si debba oggi confrontare con il centro-destra anche nelle amministrative. Io ieri sono stato anche a Roma a parlarne con Salvini e con i miei amici che mi hanno confermato la volontà di portare avanti questa mia intenzione".  

Ma il candidato unico del centro-destra non era Salvo Pogliese? 

"Io stimo molto Salvo Pogliese, è un giovane di valore e con molte qualità politiche, per questa ragione la mia attuale decisione non rappresenta uno scontro personale. Stiamo parlando di piuttosto come un confronto che, onestamente, avrei voluto fare anche per le elezioni regionali. In quell'occasione avevo già detto 'confrantiamoci' ma cosi non è stato fatto, e si è fatta una coalizione per eleggere il presidente. Attenzione, io stimo il presidente Musumeci, ma oggi bisogna anche affrontare e misurarsi sui programmi politici e sulle difficoltà del paese". 

E' ufficiale quindi, non esiste più il cosiddetto 'patto dell'arancino' a Catania.

"Credo che il centro-destra si possa oggi ricompattare sulle nostre idee. Oggi non siamo piu la ruota di scorta degli altri partiti, la Lega è il primo partito della coalizione nazionale e, secondo i sondaggi, siamo arrivati al 25 per cento. A prescindere non è importante il dato numerico, quanto piuttosto avere un programma politico chiaro. Il centro-destra si confronti con noi a Catania, e da li potremmo stabilire se pensare ad un accordo o meno. Ritengo che dopo che ci ho messo la faccia per cinque anni, in cui ho di fatto portato la Lega in Sicilia e Catania, dopo il grosso successo ottenuto, sia il momento di riconoscere il merito di Matteo Salvini". 

Cosa farebbe una volta conquistato il governo della città? 

"Prima di tutto penso a rilanciare le realtà locali che sono attive nel mondo dell'agricoltura. Penso sia necessario rilanciarle, aiutandole ad uscire fuori dal territorio e a commercializzare i propri prodotti senza che intervengano i poteri forti. Credo sia necessario anche trovare e creare posti di lavoro. Come? Attraverso un'amministrazione trasparente e funzionante che metta in primo piano i programmi dei commercianti e dei piccoli industriali. Le saracinesche oggi sono chiuse, dobbiamo fare in modo di riaprirle. Il mio impegno per il territorio è, del resto, storico. Ho fatto il presidente del Calcio Catania perché mi auguravo che i colori rossoazzurri fossero presenti in tutta Italia. Sono anche stato presidente delle case popolari per costruire case e darle alla povera gente. Adesso credo sia il momento per un impegno diretto per i miei concittadini, chiaramente rifiutando in modo netto i voti della mafia". 

Cosa pensa dell'amministrazione Bianco?

"Il sindaco Bianco ha avuto delle grosse occasioni per lavorare nell'interesse della collettività ma non le ha sapute sfruttare. Si sarebbe potuto fare di più, realizzare programmi e riportare Catania ad essere la Milano del Sud. Così non è stato". 

Avrà letto sicuramente dello scandalo rifiuti, lei cosa farebbe per il settore?

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"Io non posso, ne voglio, sostiuirmi alla magistratura. Posso dire però che ci sono tante ombre anche da un punto di vista di responsabilità degli amministratori e degli enti pubblici, che potevano intervenire in modo diverso. Il problema dei rifiuti non è soltanto catanese però, è una questione meridionale. Una volta il mio amico Nino Martinazzoli, allora sindaco di Brescia, mi disse che loro utilizzavano i termovalorizzatori; oggi sono sistemi superati, ma bisognerebbe ripensare ad un sistema che possa realmente utilizzare i rifiuti in modo sano, invece che avere rapporti clientelari con certi ambienti. Per la Sicilia i rifiuti potrebbero essere una fonte incommensurabile di energia". 

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