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Domenica, 27 Novembre 2022
Politica

Le liste escluse dall'Ars, i partiti più votati e chi non ce l'ha fatta: Sammartino è ancora "Mister preferenze"

Se si guarda ai numeri, Fratelli d'Italia è primo in provincia, seguito da De Luca sindaco di Sicilia, Forza Italia, Movimento cinque stelle e Popolari e autonomisti, la Lega prende meno dei lombardiani ma il gruppo Sammartino supera lo sbarramento da solo e i 32mila voti di cinque anni fa diventano 36mila spalmati in tutta la lista: chi entra con il listino del presidente e gli scivolamenti

La corsa alle Regionali ha visto proclamare presidente della Regione Renato Schifani in largo anticipo rispetto alla fine dello scrutinio. Le liste a non superare lo sbarramento (soglia al 5 per cento) e a rimanere escluse sono i Siciliani Liberi con la candidata a presidente Eliana Silvia Saturnia Esposito che ha superato di poco i 10mila voti, pari allo 0,506 per cento su base regionale. Tra gli esclusi anche Gaetano Armao, ex assessore della Giunta Musumeci e candidato del terzo polo supportato dalla lista Azione - Italia Viva - Calenda, ottiene oltre 40mila voti, senza riuscire a superare il 2 per cento. E, infine, Cento Passi di Claudio Fava non riesce a prendere nemmeno un seggio. Sempre a livello regionale, delle tre liste di De Luca, solo una è riuscita a superare lo sbarramento. 

Il prospetto si ripropone anche su base provinciale. Se si guarda ai numeri delle liste presentate in provincia, Fratelli d'Italia è primo partito con quasi 74mila voti, seguito dal risultato ottenuto da De Luca con tre liste che sfiora i 73mila voti, poi Forza Italia con oltre 61mila preferenze, Movimento cinque stelle e Popolari e autonomisti. La Lega prende meno dei lombardiani, ma il risultato per la segreteria di Sammartino è "una bomba", suggeriscono i suoi. Perché solo il gruppo di Prima l'Italia, riferimento proprio del deputato Ars, è riuscito a riconfermare l'obiettivo raggiunto cinque anni fa e guadagnare circa quattromila voti in più. Solo 42mila voti per il Pd provinciale che, complice la fuoriuscita di Angelo Villari, arriva sotto il Movimento cinque stelle che in provincia ne prende 55mila. 

Ecco chi non ce l'ha fatta in provincia: De Luca vince con una sola lista su tre

Tra gli esclusi c'è Cento Passi di Claudio Fava che ottiene poco più del 3 per cento e c'è la lista a sostegno di Armao che non supera l'1,3 per cento. Delle tre liste a sostegno del candidato indipendente Cateno De Luca, solo una riesce a superare lo sbarramento: De Luca sindaco di Sicilia, con la quale l'ex sindaco di Messina guadagna due seggi. Niente da fare invece per i candidati delle liste Orgoglio Siculo e Sicilia Vera. La prima sfiora i 4mila voti pari circa allo 0,8 per cento, meglio la seconda che ottiene circa 12mila voti ma non arriva nemmeno al 3 per cento. Tra i nomi che erano dati per papabili consiglieri all'Ars ma che, nonostante le aspettattive, non sono riusciti a guadagnarsi un posto da deputato regionale c'è Angelo Villari che, probabilmente, ha pagato lo scotto del passaggio "forzato" dal Partito democratico al movimento di De Luca. E nel giro di pochi mesi, l'ex segretario della Camera del Lavoro e del Pd Catania ha perso tutto. Compresa la possibilità di riscattare la sconfitta di cinque anni fa, quando nonostante i circa 11mila voti non è riuscito a entrare a Sala d'Ercole. Con lui, a non prendere il seggio, anche l'ex dem Luigi Bosco. 

I vincitori: Fratelli d'Italia, Forza Italia, M5s e De Luca sindaco di Sicilia

La coalizione di centrodestra riunita sotto il simbolo In Sicilia - Renato Schifani presidente guadagna sette seggi in provincia di Catania: due per Forza Italia che totalizza quasi il 14 per cento, pari a circa 62mila voti; due a Fratelli d'Italia che supera i 73mila voti, pari al 17 per cento; uno alla Lega riunita sotto la sigla Prima l'Italia con Salvini, che raggiunge il 9 per cento, uno agli autonomisti di Raffaele Lombardo che sfiora il dieci per cento e un altro alla Democrazia cristiana di Totò Cuffaro, che totalizza 22mila voti superando di poco lo sbarramento. Due seggi vanno al Movimento cinque stelle che si attesta al 13 per cento con circa 57mila voti. 

I deputati regionali eletti nel collegio etneo 

Fratelli d'Italia elegge Dario Daidone con 10.943 voti e Gaetano Galvagno che con 13.785 preferenze, sebbene con meno anni d'età, prende più voti del commissario provinciale di Forza Italia Marco Falcone. Il primo, avvocato di professione, è direttore del servizio legale del Policlinico "San Marco- G. Rodolico" di Catania e docente a contratto in materie giuridiche dell’Università degli Studi di Catania e dell’Università San Raffaele di Roma, nonché componente del cda di Irfis, la società finanziaria per il mediocredito di cui è azionista unico la Regione Siciliana. A lui si deve la nomina politica di Alessandro Corradi alla Multiservizi, la società che si occupa di manutenzioni in città. Galvagno invece è già stato deputato regionale e componente della Commissione d'inchiesta antimafia all'Ars. 

Tra gli autonomisti ad assicurarsi la poltrona da deputato regionale è l'ex assessore ai Servizi sociali Giuseppe Lombardo. La parentela con Raffaele Lombardo è stato un vantaggio, ma la sua campagna elettorale è stata all'insegna del lavoro svolto come assessore. 

Nella lista De Luca sindaco di Sicilia, invece, ottengono un seggio l'ex assessore alle Attività produttive Ludovico Balsamo e il giovane Davide Vasta. Forza Italia elegge il segretario provinciale Marco Falcone e Nicola D'Agostino. La Democrazia cristiana Andrea Barbaro Messina. 

E poi, per la Lega, c'è Luca Sammartino. Sono circa 20mila le preferenze personali che lo vedono primo nella sua lista, ma quest'ultima ne prende oltre 36mila. Quattromila in più rispetto ai 32mila di cinque anni fa, quando il risultato ottenuto in solitaria sotto il simbolo del Pd ha fatto sì che gli affibbiassero l'appellativo di "Mister 32mila preferenze". Il dato si ripete in questa tornata elettorale ma spalmato su tutta la lista con qualcosa in più. Numeri, questi, che gli hanno permesso di superare la soglia di sbarramento. Un ulteriore successo per chi, come Sammartino, ha cambiato più partiti: dall'ex Mpa, passando dal Pd fino alla Lega. Il suo nome compare in alcune inchieste antimafia ma sembra che la cosa non abbia influito sul risultato. Così come, al contrario, il suo prudente rapporto con la stampa lo avrebbe invece favorito. 

Nell'ex fronte progressista M5s e Pd prendono due seggi a testa. Nel partito democratico uno va al segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo e l'altro al sindaco di Militello in Val di Catania Giovanni Burtone. Nel Movimento cinque stelle invece un seggio è destinato al capogruppo Ars Nuccio Di Paola e l'altro alla deputata regionale Jose Marano. 

Il listino del presidente e gli scivolamenti

Gli eletti riportati, in realtà, sono destinati ad aumentare a seguito delle previsioni normative della legge elettorale regionale. Per qualche partito il listino del presidente farà scattare un seggio in più. Così come per altri le scelte dei candidati a presidente che si sono candidati su più collegi per le Regionali e quelle di alcuni segretari di partito che hanno vinto le Politiche potrebbero riservare qualche sorpresa. E così, il presidente del consiglio comunale Giuseppe Castiglione, candidato all'Ars con gli autonomisti entrerà a Sala d'Ercole per scivolamento, perché Giuseppe Lombardo è uno dei nomi scelti da Schifani come deputato di diritto. Circostanza che farà scorrere la lista. 

Stesso identico schema si ripete tra le fila di Fratelli d'Italia, dove il deputato uscente Giuseppe Zitelli entrerà ugualmente per scivolamento, perché anche Gaetano Galvagno rientra nelle grazie di Renato Schifani. Di lui, peraltro, si vocifera pure di un possibile interessamento alla presidenza dell'Ars.

Questioni parzialmente diverse quelle che attengono invece al Partito democratico e al Movimento cinque stelle. Per il primo si attende la decisione di Barbagallo, che ha ottenuto lo scranno alla Camera dei deputati e parallelamente ha riconfermato un posto da consigliere. Qualora dovesse optare per la Camera, al suo posto e al fianco di Burtone, si siederà Ersilia Saverino. Dinamica diversa nel Movimento dove Nuccio Di Paola deve decidere in quale dei tre collegi regionali - dove si è candidato ed è stato eletto - ottenere il suo seggio. Qualora optasse per rinunciare al seggio catanese, oltre a Jose Marano, guadagnerebbe un altro scranno all'Ars la consigliera comunale Lidia Adorno. 



 

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