Ars, ancora non si vota il Salva Catania e Forza Italia attacca

Marco Falcone sottolinea la presenza dei forzisti ma l'assenza di altri deputati lanciando una stilettata a Pogliese

Ieri all'Ars vi era in votazione la norma Salva Catania che consentirebbe al Comune di ricevere fondi aggiuntivi in virtù del dissesto. Una norma molto attesa dal sindaco Pogliese che, nei mesi scorsi, ha attaccato a più riprese il presidente Micciché (e non solo) addebitandogli le colpe del mancato sbarco in aula del provvedimento.

Così l'attesa del Salva Catania non ha fatto altro che aumentare l'acredine tra Pogliese e Micciché, al punto che lo stesso primo cittadino ha addebitato anche a questa circostanza il suo addio ai forzisti per abbracciare Fratelli d'Italia.

La votazione del provvedimento si era apera con le parole di Micciché che ha detto ai deputati: "Abbiamo ancora qualcosa da votare che è il Salva Catania: che, per carità, altrimenti è il sindaco che si convince che sono io che non lo voglio votare".

Però la votazione elettronica ha rilevato che il numero legale era insufficiente. Così Marco Falcone, assessore regionale e commissario etneo del partito dei berlusconiani, ha attaccato a testa bassa togliendosi qualche sassolino dalla scarpa: "Forza Italia ha mantenuto l’impegno nei confronti della città di Catania in dissesto e bisognosa d’aiuto; altri invece hanno mostrato il loro vero volto"-

"Il parlamento regionale avrebbe potuto dare un segnale forte e doveroso dando corpo a quegli aiuti, indispensabili per la seconda città di Sicilia, a cui Forza Italia ha lavorato in prima persona. Purtroppo - conclude il forzista - alle parole di qualcuno, anche stavolta, non hanno fatto seguito quei fatti che i catanesi si aspettano".

Un altro attacco al primo cittadino alle prese con i rapporti "tesi" con i lombardiani sulle vicende Acoset e Sidra e dopo le stilettate tra Bosco e Tagliaferro sul simbolo ritirato in consiglio comunale.

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