Candidature PD, Paternò e il seggio maledetto: va via anche Ersilia Saverino

Inserita dopo l'addio della deputata regionale, Saverino avrebbe potuto rappresentare la quota dei fedelissimi di Anthony Barbagallo - "mortificata" dalle scelte nazionali

Se fosse un film, la vicenda legata al seggio uninominale di Paternò all'interno del Partito democratico, sarebbe La grande fuga. Dopo il passo indietro di Concetta Raia, che ha gettato nel caos la segreteria nazionale per una questione di equibilibri interni, è ora il turno della consigliera comunale di Catania Ersilia Saverino. Che, come confermano dall'area di riferimento, ha deciso di rinunciare. Inserita dopo l'addio della deputata regionale, Saverino avrebbe potuto rappresentare la quota dei fedelissimi di Anthony Barbagallo - "mortificata" dalle direttive nazionali - all'interno della rosa di nomi da proporre agli elettori per il parlamento nazionale. Novero ormai totalmente monopolizzato dall'area renziana. 

La 'purga' di Matteo Renzi

Oltre a Valeria Sudano e Luca Sammartino, che spadroneggiano sia all'interno dell'uninominale che del proporzionale, gli altri volti selezionati dal Nazareno avevano lasciato totalmente scoperta la corrente dell'ex sindaco di Pedara, nonostante l'ottimo risultato portato a casa durante l'ultima tornata elettorale che lo ha riconfermato deputato regionale. L'altra grande area lasciata a bocca asciutta dopo la 'purga' di Matteo Renzi era quella degli orlandiani collegati alla Cgil, rappresentati attualmente da Luisa Albanella - che non sarà ricandidata - e da Raia, confinata in un territorio "estraneo". Le scelte avevano lasciato interdetto il segretario provinciale di Catania Enzo Napoli che si era detto "dispiaciuto" ed avevano suscistato le ire del vicesegretario Jacopo Torrisi che ha annunciato di avere forti dubbi sul rinnovo della tessera. 

Le parole di Concetta Raia

Per questo motivo, due giorni fa, la deputata regionale aveva annunciato la rinuncia con una dichiarazione di fuoco sulla propria pagina Facebook che lasciava intendere anche un probabile abbandono del Partito democratico. "Oltre 10 anni fa sono stata tra quelli che hanno fondato il partito democratico - scriveva Raia - Abbiamo dato vita, con grande entusiasmo, ad un partito politico i cui principi morali si ispiravano alla tradizione progressista e di sinistra. Negli ultimi anni è iniziato un percorso di graduale trasformazione; il partito è stato progressivamente colonizzato da forze esterne alla nostra storia, da una cultura politica arrogante nella quale il rispetto per le minoranze non esiste".

"Contro questo stravolgimento, contro questa marcia verso una deriva centrista che strizza l’occhio alle destre - continuava Raia - mi sono scontrata, anche duramente. Questo scontro, questa resistenza avuto un esito infausto che viene fuori dalle liste elettorali predisposte a tavolino questa notte a Roma. Dopo il 4 marzo la rappresentanza parlamentare del PD sarà profondamente mutata. Sono stati mortificati nel profondo tutti gli esponenti di una classe dirigente catanese e siciliana che, con tutti i propri limiti, ha mantenuto per anni i circoli aperti e protagonisti esprimendo un modo di fare politica molto diverso da quello del partito democratico attuale". "Io sono Tra questi! Il PD ha cambiato pelle! Questo partito non a più oggi un’anima di sinistra (o di centro sinistra che dir si voglia), che guardi alle istanze sociali, ai giovani, alle imprese, ai territori. Per tutte queste ragioni ho deciso di ritirare la mia disponibilità alla candidatura. Oggi è il momento di ritrovare - concludeva - insieme ai tanti delusi, un contatto col territorio per recuperare le ragioni di un impegno, che da parte mia continua, anche nella ricerca di eventuali nuovi metodi, nuove forme e, perché no, nuove vesti con cui lottare per non disperdere i risultati ottenuti in tanti anni di lavoro".

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