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Case dell'Acqua, la Sidra cerca privati per la gestione e l'opposizione insorge

E' stata pubblicata una manifestazione d'interesse per la gestione delle postazione. Sono complessivamente sei, di cui una non ancora attiva. L'ex sindaco Bianco ha tuonato contro l'amministrazione

E' stata resa pubblica lo scorso 18 marzo una manifestazione d'interesse per la gestione delle Case dell'Acqua di Catania. Si tratta delle postazioni che erogano acqua naturale e gassata e che si trovano in diverse zone della città: a Vulcania, in piazza Nettuno, a Librino, in piazza Eroi d'Ungheria e a San Giovanni Galermo. In più ce n'è un'altra non ancora attiva che si trova in piazza della Repubblica. La Sidra ha inteso esternalizzare la loro gestione per 4 anni; il fatturato delle Case dell'Acqua, nell'ultimo biennio, ammonta a circa 200mila euro. La Sidra quindi, procedendo con la gestione al privato, vorrebbe scrollarsi di dosso la gestione dei macchinari e liberare risorse umane da destinare ad altri compiti.

A dire un secco no alla "privatizzazione" è l'ex primo cittadino Enzo Bianco: "Ebbene sì: l’amministrazione comunale e l’azienda che gestisce l’acqua pubblica nella nostra città ha deciso di offrire a qualche privato un servizio che funziona perfettamente, apprezzato dai cittadini e che per di più fa guadagnare decine di migliaia di euro alla Sidra. Si tratta delle postazioni che abbiamo voluto, ideato e realizzato con la Sidra durante la mia sindacatura, avviate nel 2017".

L’acqua erogata è microfiltrata e può essere acquistata a un prezzo vantaggioso giovando all'ambiente, con un minor consumo di plastica, e facendo "guadagnare" la Sidra. Ma adesso l'azienda ha cambiato rotta e in attesa dei numeri e dei dati ufficiali sulle Case dell'Acqua resta aperta la questione sulla "convenienza" dell'apertura ai privati.

Bianco ha poi proseguito nelle sue dichiarazioni snocciolando alcuni dati: "Nel 2020, ad esempio, sono stati erogati ben 2 milioni 600 mila litri d’acqua ed i ricavi per Sidra pare siano stati superiori a 80 mila euro.  Andremo in fondo a questa vicenda e non ci faremo abbindolare da chi affermerà - come pare - che il servizio viene esternalizzato perché il costo del personale interno per gestire le 5 postazioni supera i 100 mila euro, come se mezza Sidra lavorasse a questo semplice servizio!  D’altronde se gli attuali amministratori di Sidra non sanno fare il loro lavoro (erogare acqua) evidentemente non sono adatti a svolgere quel ruolo".

L'ex primo cittadino ha chiesto che venga stoppato questo avviso pubblico. Anche il consigliere del Movimento Cinque Stelle Graziano Bonaccorsi è intervenuto sul tema preannunciando la presentazione di un'interrogazione in consiglio comunale: "A chi giova la privatizzazione? Quali sono le logiche vi sono dietro? Occorre capire come intende muoversi Sidra nella gestione delle Case dell'Acqua e quindi depositerò un atto per fare chiarezza".

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