Ritardi cassa integrazione in deroga, Saitta (M5S) accusa la Regione

L'esponente pentastellato ha firmato un'interrogazione per chiedere chiarimenti al ministro della Pubblica Amministrazione. Mentre l'associazione "Catania è Patria" chiede maggiore attenzione per i più deboli

Il deputato alla Camera Eugenio Saitta del Movimento Cinque Stelle è il cofirmatario di una interrogazione rivolta al ministro della Pubblica Amministrazione volta a fare chiarezza sulla confusa gestione da parte della Regione Siciliana delle pratiche relative alla cassa integrazione in deroga.

“Questo è il secondo atto ispettivo – spiega Saitta – che il Movimento Cinque Stelle presenta sul pasticcio della Regione Siciliana relativo alla cassa integrazione in deroga. Un pasticcio che sta rischiando di alimentare un'emergenza sociale senza precedenti, specie in alcune zone dell'isola. Dal calatino, così come da tutta l'Isola, mi giungono notizie preoccupanti, con interi nuclei famigliari che sono alla canna del gas e con lavoratori che non percepiscono stipendi da due mesi e ancora attendono che la Regione trasmetta le pratiche all'Inps”.

“Non possiamo permettere che l'insipienza del governo Musumeci - ha aggiunto - penalizzi ulteriormente i siciliani e chi ha sbagliato dovrà pagare. Se da una parte il governo nazionale ha subito meritoriamente stanziato fondi, grazie all'impegno del ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, dall'altra parte abbiamo una Regione in piena confusione con dirigenti costretti alle dimissioni e assessori che scaricano la responsabilità sui dipendenti. Si faccia chiarezza una volta per tutte e si velocizzi tutto: i cittadini siciliani non possono più attendere”

Sempre sul versante degli aiuti alle famiglie l'associazione civica "Catania è Patria" denuncia l'insufficienza degli aiuti per la popolazione etnea.

"A fronte di oltre 16.000 richieste per i bonus spesa soltanto 6.000 card sono state erogate - dichiara il portavoce Simone Granata - ma sono aiuti che non bastano. Si contano invece appena 4.000 pacchi spesa distribuiti sulla base dei dati resi noti a fine aprile, una campagna molto sponsorizzata ma lontana dalla realtà." Vengono contestati anche i criteri di accesso al sostegno stabiliti dal Comune e dai Servizi Sociali.

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"L'emergenza sanitaria nazionale ha colpito tutti, dalle frange già deboli alla classe media - prosegue la nota del volontario etneo - non si può tenere conto del reddito percepito nel 2019, bisogna estendere a chiunque. Durante la nostra attività di distribuzione di aiuti abbiamo raccolto la disperazione di tanti catanesi che ancora attendono la cassa integrazione in deroga, di diversi commercianti ridotti al lastrico da tasse, utenze e tributi da pagare, da chi ieri aveva un lavoro ed oggi non lo ha più. Prima dell'emergenza - conclude Granata - sostenevamo attivamente una decina di famiglie in difficoltà, oggi ne aiutiamo cinquanta e tantissime altre chiedono il nostro sostegno. Il nostro dovere morale è restare al loro fianco, quello dell'amministrazione cittadina dovrebbe essere compiere un atto d'amore per questa gente investendo risorse per sostenere tutta la popolazione in difficoltà almeno fino a fine anno."

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