Catania "capitale" del sovranismo: prima Salvini, poi Meloni "abbraccerà" Pogliese

Nei prossimi giorni i due leader nazionali saranno nel catanese: non mancheranno le novità e gli annunci

Saranno giorni frenetici per la vita politica etnea - e non solo - quelli che verranno. Prima la visita di Matteo Salvini, giorno 9 luglio, e poi quella di Giorgia Meloni, per una convention, prevista per giorno 11.

La notizia è nell'aria da giorni e sembrerebbe ormai prossima alla conferma: la leader di Fratelli d'Italia dovrebbe cogliere l'occasione per abbracciare e accogliere nel suo partito il sindaco di Catania Salvo Pogliese e la sua "dote" di amministratori locali.

Andando con ordine il primo a prendere la scena sarà Salvini. Il ministro dell'Interno continuerà nella sua "campagna elettorale perenne" sui temi dell'immigrazione e della sicurezza: per questa ragione prima visiterà il nuovo commissariato di polizia di Caltagirone e poi "benedirà" la chiusura definitiva del Cara di Mineo, dicendo addio a quello che è stato il centro di accoglienza più grande d'Europa.

Inizialmente si era paventata una visita di Salvini a Palazzo degli Elefanti ma non ci sarà. Saranno, secondo i programmi sinora confermati, soltanto Caltagirone e Mineo le tappe del ministro.

Invece Fratelli d'Italia - che da pochissimo può contare il coordinatore del partito Manlio Messina nella giunta Musumeci, al posto del dimissionario Sandro Pappalardo - si riunirà giorno 11 allo Sheraton: titolo della convention "E' sempre più blu". Un indizio che sembrerebbe anticipare l'allargamento del partito ai Pogliese boys.

Allargamento discusso in una riunione molto partecipata di MuovitItalia, il contenitore "civico" di Pogliese.

L'ingresso del primo cittadino - che si è lasciato malissimo con Forza Italia e che anche recentemente non ha risparmiato stoccate velenose a Gianfranco Micciché - irrobustirà ulteriormente il partito della Meloni che potrà contare su voti, su esponenti territoriali e su un radicamento molto forte. Saranno tanti anche i sindaci che seguiranno Pogliese in FdI, anche se alcuni amministratori - e pare anche Basilio Catanoso - avrebbero preferito un approdo nel Carroccio.

Con il "ritorno" di Pogliese nella casa madre della fiamma si ricompone un quadro generazionale all'interno del partito della Meloni. Una generazione che negli anni '90 ha mietuto successi all'interno del mondo della politica giovanile, specie universitaria, provenendo dal Fronte della Gioventù.

Salvo Pogliese fu infatti il primo consigliere di amministrazione di destra dell'università, Manlio Messina - adesso assessore regionale - era senatore accademico, Giovanni Moscato - divenuto poi sindaco di Vittoria e già coordinatore di FdI - è stato eletto sindaco di Vittoria ed era consigliere all'Opera universitaria.

Adesso si ricompone quel fronte generazionale disperso anche a causa della convergenza di An dentro il Polo delle Libertà.

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