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Elezioni sindaco, Iannitti: dalle battaglie universitarie all'impegno per la città

Il leader della lista "Catania Bene Comune" parla del suo modello di politica alternativa per Catania. Dopo anni di impegno politico ha deciso di dare un "nuovo volto" alla sinistra etnea

Il giovane Matteo Iannitti, 24 anni, ma con un passato da veterano, grazie alle tante battaglie universitarie, presenta il progetto politico della lista "Catania Bene Comune" in vista delle elezioni del 9-10 Giugno.

1) Catania bene comune come nasce e qual è l’humus che la contraddistingue?

Catania Bene Comune nasce dall'esigenza di dar voce a una città finora rimasta in silenzio. È l'ambizione di reinventare la sinistra catanese partendo dalle battaglie condotte in tanti anni, da quelle in difesa dell'istruzione pubblica a quelle in difesa delle lavoratrici e dei lavoratori. Catania Bene Comune è un progetto politico di sinistra che mira alla realizzazione concreta di un nuovo modello di sviluppo basato sulla dignità della persona e non sul profitto, sul rifiuto del pagamento del debito ai grandi speculatori e sulla ripubblicizzazione dei servizi locali.

Cosa funziona e cosa non a Catania? 

A Catania funziona la bellezza; le straordinarie risorse del territorio: il mare, i siti archeologici e anche il barocco e l'Etna, entrambi patrimoni dell'Unesco. Risorse invidiate da tutti che non riusciamo a valorizzare. A Catania non funzionano le istituzioni, incapaci di guardare a progetti a lungo termine, occupate solo a perpetuare il loro potere e a far sopravvivere la loro incompetenza. Non funziona neanche un'economia che ha visto arricchire negli ultimi anni i soliti noti, a partire da Ciancio e Virlinzi, mentre la maggioranza dei catanesi si è impoverita non riuscendo più ad arrivare a fine mese, a permettersi l'affitto, a pagare il mutuo.


3) Perché la scelta di correre da soli in vista delle elezioni, senza sostenere la coalizione del centro sinistra?

Non esiste nessuna coalizione di centrosinistra a Catania. Chi sostiene il contrario imbroglia gli elettori e nega l'evidenza. Noi ci stiamo presentando alle elezioni con una grande coalizione che tiene dentro chi in questi anni ha dato battaglia per difendere diritti, lavoro e beni comuni. Le uniche alleanze che possiamo accettare sono quelle con la gente che soffre la crisi economica. Il resto della politica catanese, tanto quella vicina ad Enzo Bianco quanto quella legata a Stancanelli, sta riciclando, indipendentemente da destra e sinistra, quel ceto politico, sempre lo stesso, che ha saccheggiato la città e ha peggiorato le condizioni di vita dei catanesi. In questo quadro presentarci fuori da queste accozzaglie elettorali è un gesto di coerenza e di rispetto verso la città: siamo l'unica alternativa al Sistema di potere che governa Catania da 20 anni.

4) Le priorità secondo Iannitti?

La prima cosa da affrontare con urgenza è la povertà che avvolge la città. Catania ha tassi altissimi di disoccupazione, specie giovanile e femminile, uno dei tassi più alti in Italia di dispersione scolastica. Il comune è l'istituzione più prossima alle persone e non può fingere di non vedere le centinaia di persone che si recano alla Caritas per pranzare, coloro che non riescono ad arrivare alla fine del mese, i troppi costretti a lavorare in nero o a inventarsi due, tre mestieri per sbarcare il lunario. Partendo dall'esigenza di tutelare le fasce più deboli occorre impegnarsi nella cura della città. Catania non ha bisogno di cose straordinarie ma di una corretta gestione, tutela e valorizzazione del proprio patrimonio.

 5) Il consiglio comunale ha dato il via libera al Pua per rilanciare la playa mediante investimenti privati. Dura la vostra opposizione: quale modello alternativo proponete per rilanciare turismo e valorizzare le risorse pubbliche?

 Il Pua rappresenta un attentato alla bellezza di Catania e anche alle sue potenzialità di sviluppo turistico. Si tratta di una variante al piano regolatore che concede a privati di cementificare selvaggiamente una zona fino adesso incontaminata a ridosso dell'Oasi del Simeto. Pensano di costruire mega centri congressi, enormi alberghi e addirittura campi da golf. Anzicché valorizzare il nostro centro storico, le nostre stupende coste, l'Etna che tra poco diventerà patrimonio dell'Unesco, trasversalmente Bianco, Stancanelli e il partito di Grillo, vogliono uccidere il turismo solidale ed ecocompatibile dei piccoli alberghi del centro con il turismo dei convegni proposto dall'approvazione del Pua. Se vogliamo vedere crescere il turismo nella nostra città dobbiamo difenderne e tutelarne la bellezza, la costa, il centro storico, le risorse achitettoniche, museali, monumentali. Se sopra la bellezza facciamo colare il cemento trasformiamo Catania in una città brutta e invivibile. Realizzare il Pua è come fare alla playa una grande Piazza Europa, trasformare una zona bellissima in un orrendo parcheggio, un grande buco o un centro commerciale.

6) Si sente tanto parlare delle periferie cittadine in campagna elettorale. Vuota retorica la vostra o avete sul piatto la “ricetta” giusta per rilanciarle?

Intere zone della città sono state trasformate in dormitori privi dei più banali servizi. La periferia è abbandonata per 11 mesi l'anno, poi arriva la campagna elettorale e tutti vanno casa per casa a cercare voti. Noi abbiamo due proposte concrete. La prima si basa sulla partecipazione. Dei grandi piani, dei mega finanziamenti non ce ne facciamo nulla se non sono le cittadine e i cittadini che vivono i quartieri a determinare come spendere i soldi. Vogliamo costruire il bilancio del Comune proprio partendo dai quartieri. Nelle zone disagiate servono servizi sociali, impianti sportivi gratuiti, guardie mediche, asili, scuole non certo cattedrali nel deserto. La secondo proposta riguarda la rivitalizzazione di zone della città che prima erano il cuore pulsante dell'economia e adesso sono totalmente abbandonate: pensiamo per esempio a San Cristoforo. In quel quartiere vi erano centinaia di botteghe artigiane ed esisteva un rapporto privilegiato col mare. In sinergia con le associazioni delle piccole imprese e degli artigiani vogliamo mettere in campo una cura puntuale del quartiere, delle sue aree comuni, delle sue botteghe, dei vecchi capannoni industriali. Poi vogliamo aprire il porto al quartiere e ai suoi abitanti, per fare in modo che la gente di riappropri del mare e delle attività ad esso connesso. Quella cancellata, quell'inutile muro che separa San Cristoforo al mare deve essere abbattuto.


7) E’ riuscito a salire sul nuovo Brt? Che idea si è fatto e pensa sia la soluzione giusta per risolvere il problema mobilità a Catania?

La mobilità a Catania è un grande problema che va affrontato immaginando un diverso modello di sviluppo ecosostenibile. La Brt è un progetto ambizioso che nelle prime settimane di vita ha dimostrato la propria efficacia. Tuttavia rischia di rappresentare un tentativo isolato, unico e per questo insufficiente. Innanzi tutto occorre creare un sistema di trasporto pubblico integrato che intrecci la necessità di lasciare le auto, il trasporto pubblico su gomma, la parte attiva della metropolitana e, soprattutto, l'utilizzo delle biciclette. Gruppi di ciclisti negli ultimi anni si sono autorganizzati e hanno lanciato tante proposte su una mobilità sostenibile: vanno ascoltati e coinvolti nelle scelte dell'Amministrazione in tema di mobilità.

8) Qualora si presentasse un eventuale ballottaggio al secondo turno Stancanelli-Bianco, chi andreste ad appoggiare?

 È ovvio che ci auguriamo che questo quadro non si produca e oggi con la grande spinta che abbiamo, rappresentando l'unica alternativa a chi ha devastato Catania negli ultimi anni, abbiamo tutti gli elementi per dire che il quadro politico è mutato. Tuttavia diciamo chiaramente, come abbiamo detto all'inizio del percorso di Catania Bene Comune che non siamo disponibili ad appoggiare né Bianco né Stancanelli ad un eventuale ballottaggio tra questi sfidanti. Come potremmo fare diversamente? Stancanelli è il Sindaco che guida la coalizione della devastazione di Catania, Bianco ha aggregato intorno a sé il peggio che il centrodestra ha prodotto in questi anni. Basti pensare che tutti i vicesindaci del centrodestra degli ultimi anni ora sostengono o sono candidati con Enzo Bianco. Siamo convinti comunque che i catanesi non saranno così masochisti da portare al ballottaggio personaggi di questo tipo: sarebbe una tragedia per la città.


9) Nonostante la giovane età, lei ha soltanto 24 anni, un passato da veterano, soprattutto grazie alle tante battaglie universitarie. Cosa porta in eredità oggi?

 Ho in testa di cambiare le cose, di cambiare il mondo da quando avevo 13 anni. Al primo anno di Liceo al Convitto Cutelli fondai il collettivo e non mi sono più fermato. Tuttavia in tanti anni di battaglie, occupazioni, cortei, vittorie e sconfitte, due sono stati gli insegnamenti più importanti: il primo l'ho avuto dalla madre di Valerio Marletta che oggi è Sindaco, comunista e antimafioso, di Palagonia. Una sera, molto stanchi, al chiosco del paese, disse: coraggio, ce la facciamo, chi ci crede davvero, chi dice le cose giuste, prima o poi deve vincere. Il secondo insegnamento mi è venuto dalle battaglie del Movimento Studentesco Catanese. Quando lottavamo e denunciavamo la cattiva amministrazione dell'Ateneo, quando ci opponevamo agli attacchi dell'ex Rettore Antonino Recca, sembrava che ci stessimo scagliando contro i mulini a vento. Apparivamo come sprovveduti e in molti ci dicevano di lasciare perdere. Ci dicevano che coloro che attaccavamo non ci avrebbero fatto laureare, che ci avrebbero messo i bastoni tra le ruote, che non aveva senso mettersi la gente potente contro. Noi siamo andati avanti, senza paura, e alla fine abbiamo vinto. Il Rettore si è dovuto dimettere, grazie a noi.

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