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M5S sferra l'attacco a Catania Rete Gas: "Inerzia della società intollerabile"

Il gruppo dei pentastellati fa riferimento alla pubblicazione del bando per la selezione del dirigente amministrativo e al ricorso agli atti di interpello interni per trasferire dipendenti provenienti dalle altre aziende partecipate del Comune

Il gruppo consigliare del Movimento Cinque Stelle è intervenuto sulla partecipata del Comune etneo "Catania Rete Gas" ripercorrendo gli ultimi rilievi mossi, anche nelle commissioni competenti. Così hanno scritto una missiva destinata ai vertici comunali.

“Questa sarà (speriamo) l’ultima lettera, nella speranza che i vertici aziendali comprendano che questo stato d’inerzia nella pubblicazione del bando per la selezione del dirigente amministrativo non è plausibile - scrive Graziano Bonaccorsi, primo firmatario della lettera - come del resto l’uso e abuso degli atti di interpello interni per trasferire dipendenti provenienti dalle altre aziende partecipate del Comune in Catania Rete Gas”.

"Premesso che il 3 dicembre il presidente Rallo ha dichiarato, durante la seduta della II commissione consiliare, che nella settimana successiva all’audizione  sarebbe stato pubblicato il bando per la selezione del dirigente amministrativo e considerato il fatto che la partecipata è sprovvista non soltanto della figura del dirigente amministrativo, ma anche del direttore generale, ci viene spontaneo chiedere chi ricopre ad interim la posizione vacante e per quale motivo non è stato pubblicato sino ad oggi il bando per la selezione del dirigente amministrativo", prosegue la lettera.

"Considerato il fatto che da tempo sollecitiamo l’amministrazione e l’azienda a fare chiarezza su molte delle questioni fino ad oggi evidenziate e mai risolte, possiamo considerare questa missiva come l’ultimo atto di cortesia istituzionale, prima di interpellare le autorità competenti, anche perché non possiamo sostituirci ad essa. In estrema sintesi, l’azione politica trova un limite, ovvero quello della giustizia ordinaria e in più occasioni abbiamo denunciato alle autorità competenti difformità e procedure sviate o contra legem… e non ci esimeremo dal farlo anche in questo caso, soprattutto se si dovessero palesare ulteriori incongruenze e sterili risposte di circostanza", conclude la missiva vergata dai consiglieri Bonaccoris, Adorno, Diana, Fichera e Nasca.

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