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Edificazione di un'area di Cibali, tornerà in consiglio il catasto dei soprassuoli

Il civico consesso dovrà esaminare nuovamente la delibera sul catasto dei terreni colpiti da incendi 2017. Forti polemiche su un'area di Cibali attraversata da un incendio non inserita nel documento

Torna d'attualità, dopo oltre un anno, il catasto dei soprassuoli e la spinosa questione dei terreni di Cibali. Ad occuparsene, di recente, è stata la terza commissione consiliare prima dell'esame - previsto per il prossimo 29 dicembre - del civico consesso. Proprio il consiglio comunale lo scorso agosto 2019 aveva fatto mancare il numero legale relativamente alla votazione dell'atto, con il centrosinistra assente e il Movimento Cinque Stelle che era uscito dall'aula in pieno dissenso.

Per ripercorrere la vicenda occorre riavvolgere il nastro e tornare proprio all'atto "della discordia". Una discordia nata su motivi urbanistici, gli stessi che portarono a un duro scontro per il supermercato Eurospin di Cibali proprio nella medesima area. L'Eurospin, nonostante tutto, è poi sorto e ha aperto i battenti. Sostanzialmente  il catasto dei soprassuoli è uno strumento che permette di censire, in un apposito catasto, i terreni colpiti da incendio. Questi terreni divengono poi soggetti alle prescrizioni previste dalla legge 353 del 2000 che ha come scopo quello di evitare le speculazioni derivanti dagli incendi appiccati di proposito. Un business che, specie in Sicilia, ha fruttato in passato migliaia di euro con colate di cemento riversate nei terreni che erano stati incendiati di proposito. 

Come recita la legge "le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stat  percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all'incendio per almeno quindici anni". Tornando quindi alla situazione catanese a fine dicembre il consiglio comunale dovrà valutare l'aggiornamento di questo catasto relativo al 2017. Proprio in quell'anno si è verificato l'incendio di una vasta area di diversi ettari a Cibali. Eppure nell'elenco proposto dall'amministrazione quest'area - dove sarebbe dovuto sorgere un Centro Direzionale - non è stata inserita. Da qui erano nate le interrogazioni del Movimento Cinque Stelle, prima con Graziano Bonaccorsi e poi con la deputata regionale Gianina Ciancio.

La vicenda del Centro Direzionale di Cibali

Come detto nel 2017 sono stati diversi gli incendi a Catania. Nello specifico il 12 luglio un incendio ha devastato un'area di Cibali, compresa tra via Sabato Martelli Castaldi, via Nazario Sauro, via Damiano Chiesa di circa 18 ettari dove sarebbe dovuto sorgere un Centro Direzionale, con parcheggi, uffici, spazi commerciali e spazi dedicati all'emergenza abitativa.

Andando indietro nel tempo, sino agli anni '80, sull'area di Cibali avevano "messo gli occhi" gli imprenditori più in vista e più chiacchierati di Catania: Graci, Finocchiaro, Costanzo e Rendo. Avevano scelto di investire proprio nel quartiere dello stadio poiché il piano regolatore prevedeva la possibilità di edificare: parcheggi, strade, uffici e appartamenti.

Nacque così il Consorzio Centro Direzionale Cibali ma la politica comunale dell'epoca si oppose al progetto e per decenni non se ne fece nulla. Così passando gli anni, e le fortune dei cavalieri del lavoro etnei, il Consorzio è arrivato, tra debiti e buchi, sino alla gestione di Bankitalia ma per decenni non se ne è fatto nulla.

Almeno sino ai tempi della recente ex amminstrazione Bianco che, nell'estate del 2017, con una variante aveva visto di buon occhio la possibilità di edificare attraverso un progetto tendente al social housing e con grandi torri che avrebbero svettato sul cielo di Cibali. Il fatto strano è che, a poche ora dall'approvazione della delibera di giunta contente la variante, proprio su quei terreni si è sviluppato un vasto e imponente incendio che ha tenuto occupati decine e decine di vigili del fuoco.

Il mancato inserimento dell'area

Così arriviamo ai giorni nostri. L'area non è stata inserita nell'elenco dei soprassuoli percorsi da incendio nel 2017. Il suo inserimento porterebbe all'impossibilità di edificazione su quel terreno per parecchi anni e di fatto stopperebbe per oltre un decennio qualsiasi velleità edilizia. Come spiegato dall'amministrazione comunale quando venne portato in aula l'atto il catasto viene aggiornato attigendo dai dati del corpo forestale della Regione che ha redatto un "sistema informativo" che racchiude le aree boscate percorse dal fuoco.

Secondo le rimostranze del Movimento Cinque Stelle, avanzate dal consigliere Graziano Bonaccorsi, l'area di Cibali dovrebbe essere inserita e invece risulta assente. La mancata immisisone dell'area nel catasto quindi non bloccherebbe la possibilità di costruire e di edificare l'area. Nel corso della terza commissione consigliare il dirigente Marco Romano ha detto che nel catasto vanno inserite "aree limitrofe alla città e non aree interne", da qui il mancato inserimento dell'area di Cibali. 

Anche l'assessore Porto ha ribadito che "l'iter della delibera è operativo e non c'è un indirizzo politico". Così sarà il consiglio comunale a doversi esprimere. "La legge 353 - conclude Bonaccorsi - parla chiaro ed è in contraddizione con quella delibera, quell'area non può essere esclusa".

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