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Commissione toponomastica senza "guida", Bonaccorsi (M5S): "Dateci la possibilità di onorare i cittadini illustri"

L'appello del consigliere pentastellato che chiede quale sia l'assessore con la delega al ramo visto il recente valzer in giunta

E' con una sorta di lettera aperta che il consigliere Graziano Bonaccorsi, del Movimento Cinque Stelle, interviene sui lavori "bloccati" della commissione toponomastica. Una commissione che ha il compito di definire e proporre l'intitolazione di arterie e piazze cittadine. Un ruolo simbolico ma al tempo stesso importante e Bonaccorsi ne ha coscienza: "Capisco bene che in questo momento una commissione attiva, che lavora per onorare la memoria di illustri cittadini catanesi, non sia “importante”, anche perché le priorità sono ben altre. La gestione dei rifiuti è pessima, intere zone sono senza cassonetti e senza raccolta differenziata e le comunicazioni ufficiali sullo smaltimento, rivolte ai cittadini, sono poco chiare e confuse".

Il consigliere passa in rassegna "le condizioni generali della viabilità sono disastrose, la città è intasata dal traffico e manca una visione strategica per il futuro; sono stati perduti anche i finanziamenti per le ciclabili, ma nessuna valida alternativa è stata proposta per ridurre il nostro gap (in termini di mobilità sostenibile) rispetto ad altre città italiane. Per non parlare del piano regolatore, che non regola nulla e che in questa consiliatura non si farà mai, perché forse è meglio alimentare cementificazioni selvagge e non pianificare in maniera logica e sostenibile".

Prima la commissione toponomastica era presieduta dall’ex assessore Porto e adesso, dopo gli avvicendamenti in giunta, il consigliere chiede: "Vorrei sapere chi ha, adesso, questa delega, anche in considerazione del recente rimpasto e delle ultime notizie giudiziarie riguardanti il sindaco. Dateci, almeno, la possibilità di conservare la memoria di illustri cittadini catanesi, per risvegliare la coscienza sociale e dare un messaggio di speranza alle future generazioni, ai giovani che emigrano e a quelli che restano, ai cittadini perbene, stanchi di vivere in una città sporca, disorganizzata, amministrata malissimo e ostaggio delle logiche clientelari".

"Soltanto la memoria storica può risvegliare la coscienza sociale, può ricordare che Catania e i suoi figli hanno avuto un passato migliore dell’attuale presente; senza memoria questa città sarà ricordata soltanto per i cumuli di spazzatura e il dissesto", conclude.

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