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Consiglio sul Covid19, Anastasi: "Serve capire dati e tutelare categorie più colpite"

Si terrà giovedì sera e saranno presenti l'assessore regionale Razza, il direttore Asp Lanza, il direttore sanitario Asp Rapisarda e il commissario all'emergenza Coronavirus Liberti

Un consiglio straordinario per discutere dell'emergenza coronavirus e fare il punto sulla situazione sanitaria ma anche economica della città. Lo ha proposto e chiesto ai capigruppo e al presidente del consiglio comunale l'esponente di Grande Catania Sebastiano Anastasi e il senato cittadino si riunirà giovedì sera per un confronto con l'amministrazione, l'assessore regionale alla Salute Ruggero Razza e i vertici Asp.

I dati di Catania fanno registrare un costante aumento dei casi e l'intera provincia etnea è costantemente in testa per numero di contagi. Da qui l'esigenza di un confronto pubblico e aperto come sottolinea il proponente Anastasi: "Ormai da quasi un anno il trend dei contagi fa vedere a Catania un triste primato e specie in questa seconda ondata la città fa registrare uno scarto notevole rispetto alle altre realtà regionali. Quindi occorre un dibattito per comprendere i dati e per capire come gestire questa fase. Siamo in un momento in cui ci si affida, giustamente, alla scienza ma la politica deve saper leggere i dati e fare la sua parte, comprendendo il perché la provincia etnea ha questo triste primato".

"Il senato della città - prosegue il capogruppo di Grande Catania - non può sottrarsi al confronto e tutti noi consiglieri siamo la voce della città e dei cittadini, quindi dobbiamo portare in aula dubbi e proposte che i catanesi ci sottopongono quotidianamente e non possiamo sottrarci". La presenza dell'assessore Razza di sicuro orienterà il tema sulla risposta sanitaria cittadina che, secondo Anastasi, è stata buona: "A Catania c'è uno sforzo incredibile del personale sanitario e parasanitario e non ho registrato critiche dei cittadini; ora con la seconda ondata è necessario approdonfire alcuni aspetti. Penso alla medicina territoriale e al ruolo dei medici di base che vanno sostenuti, potenziati e strutturati: non sono più temi rinviabili".

Al centro del dibattito politico cittadino le strutture sanitarie dismesse: Santa Marta, Santo Bambino e Vittorio Emanuele, Molte forze politiche spingono per la riapertura alla luce dell'emergenza ma le idee del governo regionale sembrano essere altre. Su questo Anastasi ha evidenziato che "certamente un cittadino che vede una struttura, fino a pochi mesi fa aperta, come il Vittorio Emanuele si pone qualche quesito e di sicuro il consiglio comunale sarà un luogo ove affrontare la questione".

Diverse sono state le foto, nelle settimane precedenti, della "movida" catanese che hanno fatto discutere e ove si ritraevano assembramenti. Per Anastasi comunque i cittadini hanno mantenuto comportamenti responsabili e da consigliere che "vive" visceralmente il territorio aggiunge: "Nella mia segreteria ho gestito gli appuntamenti con i mezzi informatici a disposizione e per chi aveva estrema necessità abbiamo applicato regole ferree. Nella maggior parte dei casi in città ho visto comportamenti responsabili, ma il consiglio sarà un momento di discussione anche sul proseguio delle restrizioni: ci sono categorie ai minimi storici. Abbiamo commercianti e imprendtiori allo stremo, gli operatori della cultura distrutti da mesi di chiusure".

"Se fosse confermata la presenza del pubblico al teatro Ariston per Sanremo sarebbe una vera e propria beffa per chi vive e lavora di cultura - ha proseguito -. E ci sono anche tante altre questioni da affrontare come il blocco delle visite per accertare le invalidità, anche dei malati oncologici, ferme da mesi e mesi a Catania mentre in provincia stanno proseguendo. Occorre capire da dove deriva questo vulnus".

Un altro aspetto sollevato dal consigliere Anastasi è quello dell'Isee corrente - ossia quello che fotografa la situazione attuale di chi lo richiede - che riporterebbe, per quanto concerne il patrimonio, i dati del 2019. Una stortura alla luce della pandemia, della grave crisi economica che condannerebbe alla perdita di importanti sostegni economici un'ampia fascia dei cittadini che proprio nel corso degli ultimi 2 anni si è notevolmente impoverita.

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