Catania, partecipate e tensioni: l'amministrazione cerca l'equilibrio

La ripartenza, dopo la pausa estiva, ha segnato alcune fibrillazioni in aula consiliare frutto di qualche mal di pancia mai sopito nei mesi scorsi. Nel mirino la gestione delle partecipate, le nomine e le consulenze

L'ultima seduta del consiglio comunale, dello scorso 27 agosto, relativa al prg del porto si è conclusa con l'approvazione dell'atto - con 14 favorevoli e 3 astenuti - e una tensione strisciante. Con i 3 astenuti appartenenti autonomisti che sono stati fondamentali per mantenere il numero legale e per portare l'atto "a casa" dopo che avevano votato con l'opposizione una pregiudiziale per spostare la votazione. Votazione sulla quale la maggioranza si è opposta facendo mancare il numero legale.

Non un buon esordio dopo la pausa estiva che porta nuovamente in evidenza alcune fibrillazioni all'interno della maggioranza che non sono mai state sopite. Nello specifico il fronte dei malpancisti critica la "fiamma" pigliatutto di Pogliese: dalla giunta con tante caselle dei meloniani sino alla gestione delle partecipate che tra presidenze e consulenze ha segnato un imprinting marcato degli uomini della destra etnea. Proprio quest'ultimo punto ha generato parecchie polemiche, sollevate anche dalle opposizioni, che hanno criticato la gestione delle aziende partecipate e le consulenze assegnate.

Vi è quindi ancora forte tensione che potrebbe manifestarsi nel corso delle prossime sedute, come quella che porterà all'approvazione del rendiconto o di altri importanti atti. Così appare fondamentale la mediazione politica del sindaco Pogliese che essendo sospeso si dovrà dedicare, oltre a coordinare le amministrative nei Comuni al voto, alla ricerca della quadra all'interno della sua maggioranza. Quest'ultima vede come gruppo più numeroso quello di Grande Catania che ha recentemente incassato l'adesione di Salvo Di Salvo facendo salire a sei il numero dei componenti.

Proprio con Grande Catania, nei mesi scorsi, sono state toccate punte di alta tensione per il "caso Sidra": il sindaco, dopo diverse polemiche dovute anche alle "bollette pazze" e ad alcune carenze idriche", ha decapitato Vitale (espressione degli autonomisti) per sostituirlo con Fatuzzo, suo uomo di fiducia. Un avvicendamento vissuto anche come una risposta alla bagarre politica avvenuta in Acoset.

Così con la "perdita" di una casella per il gruppo autonomista si è aperta una ferita sinora non sanata. La giunta Pogliese vede un esponente di Grande Catania (Giuseppe Lombardo) e gli assessori Arcidiacono, Bonaccorsi, Mirabella, Balsamo e Parisi direttamente riconducibili al primo cittadino, con Cristaldi (Forza Italia), Porto (Udc), Cantarella (Lega) e Trantino (in quota Diventerà Bellissima e di recente gli è stata assegnata anche la delega "pesante" all'urbanistica) a completare la squadra. Per le partecipate Sidra, come detto precedemente, è nelle mani di Fatuzzo con un cda composto da Moscato (FdI) e Navarria (FI) e tante polemiche sulle consulenze assegnate ai professionisti esterni nell'orbita della fiamma che avevano portato l'opposizione a chiedere una commissione d'inchiesta. Amt è guidata da Giacomo Bellavia, uomo vicino a Stancanelli e quindi in quota FdI dopo lo strappo dell'ex sindaco con Musumeci, la Multiservizi è passata recentemente a Serena Spoto (FdI), Catania Rete Gas è guidata da Fabio Rallo (FdI), l'Asec Trade da Giovanni La Magna (FI) e Sostare da Luca Blasi (Sicilia Futura).

Un risiko di nomine, compresi i consigli di amministrazione senza dimenticare il collegio di difesa, che potrebbe avere delle ripercussioni dentro l'aula del consiglio comunale. Gruppi come Grande Catania, con 6 esponenti, fanno valere esperienza delle dinamiche del senato cittadino e sostegno sinora incondizionato all'amministrazione ma le difficile sfide che attendono nei prossimi mesi il sindaco pro tempore Roberto Bonaccorsi hanno bisogno di rafforzare gli equilibri e sedare la brace che si sta alimentando sotto la cenere.

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