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Consiglio comunale, approvato dopo dieci anni il nuovo piano di protezione civile

Il nuovo piano individua le responsabilità del sindaco quale autorità di protezione civile in ambito comunale delle attività di pianificazione e di direzione dei soccorsi. Le aree di emergenza individuate sono complessivamente 146, suddivise in 122 aree di attesa, 22 aree di ricovero e 2 aree di ammassamento.

Con trenta consiglieri favorevoli e un solo astenuto, l’assemblea cittadina riunita ieri a palazzo degli elefanti ha approvato il nuovo piano della Protezione civile comunale. L'aula, presieduta da Giuseppe Castiglione, ha condiviso all’unanimità la delibera promossa dal sindaco Salvo Pogliese e presentata dall'assessore Alessandro Porto, per il riordino della pianificazione della Protezione civile e la revisione con l'aggiornamento del Piano di emergenza comunale.

Il documento, dopo un laborioso lavoro di confronto, è stato predisposto dalla direzione Gabinetto del Sindaco e il servizio di Protezione Civile, guidati da Giuseppe Ferraro e Salvo Leonardi, dai funzionari comunali Romano e Surdo con la collaborazione del Dipartimento regionale della protezione civile, Servizio Sicilia Sud-orientale. In linea alle previsioni di legge, il piano individua le responsabilità del sindaco quale autorità di protezione civile in ambito comunale delle attività di pianificazione e di direzione dei soccorsi, con riferimento alle strutture di appartenenza, in funzione di garanzia e sicurezza per la popolazione.

“Ringrazio tutto il consiglio comunale -ha spiegato il sindaco Salvo Pogliese - perché ha compreso l’importanza del documento assumendo rapidamente la decisione di adottare integralmente il Piano di protezione che è un’opera di valore collettivo, nella consapevolezza che da un piano efficace e moderno dipende in parte la sicurezza della città stessa in situazioni di emergenza. Un fattore ancora più importante in una realtà come nostra, caratterizzata da fenomeni naturali avversi a cominciare dal quella sismica, in grado di operare come sistema e non come singoli soggetti, a cominciare dai nostri straordinari volontari con le organizzazioni di riferimento. Il Piano va costantemente aggiornato - ha proseguito il primo cittadino - perché la città è in continua trasformazione e pertanto pericolosità, vulnerabilità e rischi non sono scenari statici. Un miglioramento della sicurezza complessiva della città, infatti, si ottiene se c’è una consapevolezza diffusa, sia nelle istituzioni che nei cittadini, delle fragilità del territorio e dei rischi che ne derivano. Un uso equilibrato della città, rispettoso delle peculiarità e delle vocazioni territoriali, è il metodo più efficace per la mitigazione dei rischi, ovviamente insieme a strumenti moderni di gestione delle emergenze come questo piano che da oggi è patrimonio collettivo della città, dei cittadini, dei tecnici e delle organizzazioni di volontariato che collaborano con la protezione civile a ogni livello”.

“Dopo dieci anni - ha detto l'assessore Porto - la città ha finalmente un nuovo piano. Si tratta di uno strumento fondamentale a tutela della cittadinanza che l'amministrazione guidata dal sindaco Pogliese, autorità territoriale di protezione civile, consegna a metà del suo mandato, tracciando un netto spartiacque con il passato. Si tratta di un piano dinamico – ha continuato Porto - che deve essere aggiornato almeno ogni due anni per poter avere sempre un quadro chiaro del territorio, dei rischi, delle potenzialità. Quindici schede entrano nei dettagli riguardo alle varie emergenze, al modo di gestire i vari uffici e mezzi, in raccordo con altre forze e istituzioni, dall’ Asp al 118, dai vigili del fuoco alle forze di polizia”.

Il piano descrive i tipi di rischi, vulcanico, sismico (con ipotesi di terremoti e tsunami), il rischio idrogeologico, aggiornato con elementi che riguardano il villaggio Santa Maria Goretti o l'aeroporto Fontanarossa. Analizzati anche aspetti del rischio legati a clima, idrocarburi, incidenti stradali, eventi anche di piccola e media entità. Nelle fasi immediatamente seguenti ad un evento che determini l’evacuazione dei cittadini potranno essere impiegate specifiche aree di emergenza di protezione civile, opportunamente segnalate, quali luoghi di prima accoglienza in cui la popolazione riceve le informazioni sull’evento e i primi generi di conforto, in attesa di essere sistemate in strutture di accoglienza adeguate.

Le aree di emergenza individuate dal nuovo Piano sul territorio comunale sono complessivamente 146, suddivise in 122 aree di attesa, 22 aree di ricovero e 2 aree di ammassamento. Va sottolineata, la funzione pubblica del piano che per volere dell’amministrazione comunale verrà adeguatamente diffuso tra la cittadinanza sia per sensibilizzare i cittadini verso i rischi della realtà locale, quanto e soprattutto per informare e diffondere conoscenza anche nel campo della gestione del rischio. Ampio spazio è dedicato alla gestione dell'assistenza alla popolazione con le aree di attesa e i percorsi della viabilità da seguire in caso di emergenza, ma anche alle telecomunicazioni.

“Importantissimo – ha concluso Porto, che in aula ha illustrato il documento - l'aspetto della prevenzione, anche con attività di simulazione che già svolgiamo nelle scuole, e tutto il sistema della comunicazione con brochure e informazioni da diffondere in modo capillare, non solo online, secondo una precisa direttiva del sindaco Pogliese, affinché tutti sappiano  come comportarsi in situazioni di emergenza”.

Anche il presidente del consiglio comunale Giuseppe Castiglione ha sottolineato “l’importanza del documento approvato da tutto il consiglio comunale che ha dimostrato ancora una volta di avere lungimiranza, approvando senza modifiche un piano di protezione civile strategico per la sicurezza dei cittadini”.

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