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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Politica

Consiglio comunale, approvato il rendiconto 2020 ma resta ancora il gelo

Si tratta dell'ultimo adempimento contabile che consente al Comune di rimettersi in “bonis” e ricevere i trasferimenti nazionali da un anno e mezzo bloccati, tenuto conto che l’ipotesi del bilancio stabilmente riequilibrato è stato approvato nel novembre del 2019

Dopo le turbolenze dei giorni scorsi, con l'elezione del vicepresidente vicario e la prova di compatezza richiesta alla maggioranza, il consiglio comunale ha approvato il rendiconto della gestione del 2020, ultimo adempimento contabile che consente al Comune di Catania di rimettersi in “bonis” e ricevere i trasferimenti nazionali da un anno e mezzo bloccati, tenuto conto che l’ipotesi del bilancio stabilmente riequilibrato è stato approvato nel novembre del 2019, a seguito della dichiarazione di dissesto finanziario e un saldo negativo finanziario di 914 milioni di euro.

Il rendiconto si chiude con un avanzo di amministrazione di 34,97 milioni, “perfettamente in linea a quanto programmato con il bilancio stabilmente riequilibrato quale quota annuale di riduzione del disavanzo che si concluderà nel 2023” - ha detto Bonaccorsi.

I sassolini di Bonaccorsi

L'assessore, presentando l'atto, si è tolto qualche sassolino rispondendo alle accuse - spesso arrivate a mezzo social da parte dell'ex sindaco - e ha parlato di un lavoro svolto in questi anni “imponente e irto di ostacoli": "La riduzione dei costi di gestione per importi superiori al 20%;  la razionalizzazione delle partecipate con la fusione di Amt e Sostare e la rinegoziazione dei contratti per Multiservizi e Amt; il contratto di rete”.

Il vicesindaco Bonaccorsi ha annunciato che il prossimo 11 Marzo si concluderà l’iter per un’altra storica fusione, avviata quasi un anno fa, tra Sidra e Catania Rete Gas. “Quando Salvo Pogliese mi chiamò a ricoprire l’incarico –ha aggiunto Bonaccorsi- mi ero ripromesso di mantenere un profilo basso e così ho fatto in questi anni lavorando. E il risultato è che adesso il dissesto finanziario nella memoria collettiva è stato archiviato in modo indolore, senza licenziare alcun dipendente delle partecipate e ciò è certamente merito dell’azione amministrativa, improntata a rigore e serietà. Abbiamo adottato una decina di atti contabili di enorme complessità, fondamentali per correggere la rotta e  ringrazio dirigenti, funzionari e impiegati della Ragioneria Generale che svolgono un grande lavoro".

"Per questo –ha proseguito Bonaccorsi- non posso esimersi dal rispondere a illazioni, ad atti di mera propaganda, fondati sul nulla. Gli atti compiuti parlano chiaro, eppure taluni affermano la città non è amministrata.  A chi lo avesse dimenticato o fa finta di averlo dimenticato ricordo che unitamente alla dichiarazione di dissesto nel luglio 2018, la Corte dei conti ha ordinato alla giunta e al consiglio a mettere in atto in appena 60 giorni correttivi contabili per 449 milioni di euro.  Cosa puntualmente eseguita. Voglio ricordare-ha proseguito Bonaccorsi- che nella consiliatura precedente non si riuscì a cambiare, dopo tre tentativi falliti, neppure il piano di rientro, sbagliando persino il termine obbligato dalla magistratura contabile, pur con una consulenza esterna costata al Comune 30 mila euro. Era forse amministrata allora? Gli atti amministrativi e non certo le fake news sono inoppugnabili, il resto sono chiacchere al vento e che gran parte del merito di questa azione la si deve al sindaco Salvo Pogliese e alla sua capacità di mettere assieme persone e capacità molto diverse tra loro”.

I consiglieri e i malumori non sopiti

Nel dibattito consiliare sono intervenuti i consiglieri Santi Bosco, Orazio Grasso, Graziano Bonaccorsi, Sebastiano Anastasi. Salvo Di Salvo, Lanfranco Zappalà, Giuseppe Gelsomino. Il rendiconto del 2020 è stato approvato in prima seduta con 18 voti favorevoli e 2 astenuti. Ma alcuni interventi, sotto la filigrana politica, hanno una valenza importante per capire i rapporti ancora "freddi". 

L'intervento, articolato, dell'autonomista Orazio Grasso ha parlato di un "atteggiamento dispotico che ha contraddistinto la conduzione poltiica del sindaco e che ha causato non pochi malumori dentro il civico consesso e l'esempio più chiaro è l'elezione del vicepresidente". Secondo Grasso l'elezione "sarebbe dovuta essere una pura formalità lasciata alla libera volontà dell'aula; anche questa volta l'ennesima imposizione dall'alto ha inasprito gli animi e riconsegnato un'aula sempre meno coesa; la mia contestazione è di metodo. In questi anni ho apprezzato l'impegno in tanti aspetti dell'attività politica e amministriva, come il processo di razionalizzazione delle partecipate anche se questo percorso è stato bruscamente viziato sulla necessità di affidare le partecipate a una gestione monocolore".

"Le mie sono preoccupazioni mosse dal senso di responsabilità che ci accuma, lontano da strumentalizzazioni. Abbiamo sempre agito nell'interesse della città non facendo mai mancare sostegno all'amministrazione. Non possiamo anteporre interesse della città a logiche di partito o segreterie", ha concluso Grasso.

Il capogruppo autonomista Sebastiano Anastasi ha poi chiosato: "Temo gli effetti dell'uomo solo al comando. Ognuno è libero di fare le proprie scelte. Quest'aula ha tentato ed è riuscita con le difficoltà del caso a fare un esercizio democratico molto attivo. Noi dobbiamo amministrare una città e i numeri non si possono discutere, abbiamo cercato di non diventare prigionieri dei numeri". 

"Stancancelli non trovò la Lega che ha contribuito a salvare il Comune dal dissesto oggi defenestrata, trovò una città al buio e gli operatori ecologici che lanciavano sacchi della spazzatura ma è andato avanti con una giunta tecnica. E l'ha pagata questa scelta a livello elettorale. Qui non siamo in una segreteria politica - dice Anastasi - ma qui siamo a Catania, abbiamo appena votato un ordine del giorno per i nostri commercianti perché il Covid li ha distrutti. Qui non troviamo pace, nemmeno durante i festeggiamenti di Sant'Agata!".

"Non abbiamo mai alzato i toni quando ci sono state vicende giudiziarie sia per la maggioranza sia per l'opposizione - ha continuato - e la vicenda che coinvolge Pogliese umanemente e politicamente addolora. La legge va rispettata in attesa che potere legislativo abbia il coraggio di cambiarla perché la Severino non l'ha fatta il M5S, i partiti che quando vengono colpiti si svegliano ma dovevano pensarci prima. Adesso è l'ora che lei, vice sindaco Bonaccorsi, faccia il sindaco e non possiamo correre il rischio di restare in un'eterna sospensione con i problemi gravi della città".

"Rischiamo di far passare questo scorcio di consiliatura come uno scorcio che ci deve accompagnare alle regionali - ha concluso - e non è possibile. Siamo pronti a ogni confronto: da noi riceverete sempre proposte sui programmi e sulle idee. Dopo la defenestrazione di Vitale dalla Sidra avevamo proposte per le linee guida del prg e in tante circostanze siamo stati determinati e la tentazione di tirare via il tesserino e andare via c'è stata ma siamo uomini delle istituzioni".

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